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miserère

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Lessico

sm. [sec. XIV; dal latino miserēre, impt. di miserēri, avere misericordia]. Nome di uno dei salmi penitenziali che esprime i sentimenti dell'umanità peccatrice davanti a Dio; prende nome dalle parole con cui ha inizio nella versione latina: recitare il miserere. Fig.: essere al miserere, essere in fin di vita; cantare il miserere a qualcuno, considerare qualcuno morto o rovinato. Con l'originario valore verbale latino, come invocazione di pietà: “Miserere di me – gridai a lui ” (Dante).

Musica

Il miserere, divenuto la preghiera del popolo d'Israele nelle sue celebrazioni e dei cristiani nella liturgia, particolarmente nei tempi di penitenza, nella settimana santa e nella liturgia funebre, è stato spesso musicato, in stile polifonico o concertante, da illustri autori, tra i quali si segnalano J. Desprez, C. Festa, G. Allegri (il cui miserere fu in uso per diversi secoli nella Cappella Sistina), Orlando di Lasso, G. Gabrieli, G.B. Lulli, Alessandro e Domenico Scarlatti, Mozart, Gounod.

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