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mitragliatrice

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Lessico

sf. [sec. XIX; da mitragliare].

1) Arma di tipo medio-pesante a ripetizione automatica per il tiro prolungato, provvista di dispositivi di alimentazione e raffreddamento.

2) Fig. scherzosamente, chi parla molto rapidamente e senza interruzione: sembrava una mitragliatrice.

Caratteristiche

L'alimentazione di una mitragliatrice può essere a nastro normale o scomponibile, a pacchetto o a piastrine; il raffreddamento può essere ad acqua o ad aria, con o senza alettature esterne alla canna. Nelle mitragliatrici moderne il problema del riscaldamento è risolto dalla facile sostituzione della canna. I calibri delle mitragliatrici variano da 6,5 a 12,7 mm; per i calibri più piccoli vengono usate le stesse cartucce dei fucili. Le armi che usano cartucce da 20 mm o più sono più propriamente dette mitragliere. Le prime mitragliatrici erano a ripetizione manuale e avevano in genere due o più canne; il tiro veniva effettuato ruotando una manovella che comandava tutti i movimenti necessari per il caricamento, lo sparo e l'estrazione dei bossoli. Il ritmo di fuoco era quindi determinato dalla velocità con cui l'operatore riusciva a girare la manovella, e la precisione era in genere scarsa. Tra le armi di questo tipo, quasi tutte di progettazione americana, la più famosa è la Gatling, progettata nel 1862 per cartucce di tela e realizzata nel 1865 per cartucce metalliche. Quest'arma, che aveva 6 o più canne, ebbe larga diffusione in tutto il mondo, per uso sia terrestre sia navale. La prima mitragliatrice automatica, nella quale tutte le operazioni di caricamento ed espulsione erano ottenute automaticamente sfruttando l'energia di rinculo, venne progettata da Hiram Maxim nel 1884 e prodotta industrialmente nel 1891. Nel 1892 la ditta francese Hotchkiss, avvalendosi del progetto e della collaborazione del tecnico austriaco Odolek, realizzò la prima mitragliatrice a sottrazione di gas. Nel 1902 lo svedese Madsen realizzò una mitragliatrice molto solida che, pur sfruttando l'energia di rinculo, funzionava secondo il principio del lungo rinculo di canna anziché del corto rinculo come la Maxim. Nella Madsen la canna e l'otturatore rinculano uniti fino a fine corsa, quindi, mentre l'otturatore oscilla in basso, la canna torna in avanti espellendo il bossolo; il successivo ritorno in chiusura dell'otturatore camera una nuova cartuccia e riarma il percussore. Tutte le mitragliatrici progettate successivamente hanno utilizzato uno di questi tre sistemi di ripetizione automatica, pur con modifiche e perfezionamenti. Le mitragliatrici che ebbero una larga diffusione fino alla guerra 1915-18 furono la Schwarzlose (1902), la Skoda (1909), la Fiat-Revelli (1908), la Bergman (1902), la Dreyse (1912) e la Colt-Browning mod. 1895, cal. 6,5 mm detta “scavapatate” a causa dell'oscillazione esterna dell'asta d'armamento collegata al pistone presa gas. Nel periodo tra le due guerre le mitragliatrici raggiunsero il massimo della perfezione meccanica. I modelli più significativi furono la Browning 1919 A4 cal. 30‟ (7,62 mm), la Browning M2 cal. 50‟ (12,7 mm), tra le migliori mitragliatrici pesanti, e la Breda 37, che aveva per la prima volta la possibilità della semplice e rapida sostituzione della canna, sistema che fu adottato anche dalla tedesca MG 34. Una delle migliori mitragliatrici progettate fu l'italiana Perino, realizzata come prototipo nel 1901. La mitragliatrice più diffusa è la MG 42, ideata dai Tedeschi nel 1942. Quest'arma, in servizio anche in Italia con la denominazione MG 42/59, adotta il sistema di chiusura a rulli, il sistema di sostituzione della canna della Breda ed è caratterizzata da un sistema di fabbricazione particolarmente economico, largamente basato sullo stampaggio.