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molk

(fenicio, passato per il fuoco, secondo l'etimologia più attendibile), il più importante e caratteristico sacrificio dei Fenicioccidentali (Cartagine) consistente nell'olocausto di bambini per la salvezza della famiglia o della comunità. L'idea fondamentale era che, “passando” per il fuoco, le vittime si trasformassero in esseri protettori, quasi divinità particolarmente legate alla famiglia e alla comunità che le avevano generate; come tali ricevevano un culto in speciali sacrari detti tofet. L'uso del molk restò nell'ambiente punico fino in epoca imperiale romana. L'Antico Testamento ce lo attesta anche per i Fenici orientali, dove forse sarebbe sorto verso il II millennio a. C. (a Tiro), ma dove relativamente presto scomparve. L'errata interpretazione della fonte biblica ha originato la tradizione di un inesistente dio Moloch destinatario del sacrificio, dal nome che invece designava il sacrificio stesso.