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mongòlico

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Lessico

agg. (pl. m. -ci). Proprio della Mongolia o dei Mongoli: stirpi mongoliche; le invasioni mongoliche. Per estensione, che ha caratteri somatici simili a quelli propri dei Mongoli: occhi mongolici, a mandorla.

Antropologia

Macchia mongolica, area cutanea pigmentata di estensione e forma variabili, situata nella regione sacro-lombare all'estremità superiore della piega interglutea, e così chiamata per essere stata descritta per la prima volta su soggetti del gruppo mongoloide. Quasi certamente di carattere ereditario, è dovuta alla presenza di particolari cellule pigmentarie (cellule di Baelz) negli strati profondi del derma sottocutaneo; il suo colore varia nei diversi gruppi umani: tende al grigio nei Cinesi, al bruno scuro nei Negroidi e negli Eschimesi, al giallo verdastro negli Amerindi, all'azzurrognolo nei Giapponesi, all'azzurro o bruno pallido nei tipi metamorfici e in alcuni del gruppo europoide, soprattutto dell'area mediterranea (elevata percentuale nei Portoghesi, Sardi e Baschi). La macchia mongolica è presente dal quinto-sesto mese di vita intrauterina; scarsamente apprezzabile nel neonato, essa si manifesta nettamente dalla prima-seconda settimana di vita e scompare verso i 3-4 anni d'età fra gli Eschimesi e verso i 7 nelle altre popolazioni. Plica mongolica, vedi plica.

Linguistica

Le numerose lingue e dialetti mongolici coprono una vasta area geografica eurasiatica ma contano poco più di 3 milioni di parlanti. Vi si distinguono due gruppi principali: quello occidentale che comprende i dialetti ōirat europei (il più importante dei quali è il calmucco dell'omonima Repubblica autonoma della Russia) e asiatici (regione di Kobdo); il gruppo orientale si articola in un sottogruppo settentrionale costituito dai dialetti buriati parlati nella Repubblica autonoma dei Buriati (Russia), in un sottogruppo centrale che comprende i dialetti khalkha, della Mongolia Esterna, e in un sottogruppo meridionale che comprende i dialetti harcin, čahar, ordos della Mongolia Interna, e il dialetto dahur della Manciuria. Caratteristiche arcaiche e una posizione piuttosto autonoma presenta il dialetto mongolo parlato in Afghanistan dai discendenti di invasori mongoli dei sec. XIII-XIV. Il più antico documento delle lingue mongoliche è un'iscrizione dell'inizio del sec. XIII. L'alfabeto mongolico, che si scrive dall'alto in basso in colonne verticali disposte da sinistra a destra, deriva da quello uigurico che un'antica popolazione turca mutuò a sua volta da quello sogdiano. Dal 1269 al 1368 fu anche in uso la scrittura ḥPʽags-pa che prende il nome dal religioso buddhista che la inventò derivandola da quella tibetana. I Buriati hanno però recentemente adottato per la loro lingua letteraria l'alfabeto russo cirillico. Sulla base delle affinità esistenti tra le lingue mongoliche, turche e tunguse è stata postulata una comune famiglia linguistica altaica.