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monogamìa

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Definizione

sf. [sec. XIX; da monogamo].

1) Condizione matrimoniale più diffusa per cui l'unione sociale si realizza fra un uomo e una sola donna (monoginia) o fra una donna e un solo uomo (monoandria). Il termine si contrappone a poligamia.

2) Negli animali, la monogamia è un rapporto socio-affettivo costante che dura il più delle volte per una sola stagione riproduttiva, ma in alcune specie per parecchie (per esempio nei colombi o nelle volpi) o addirittura per tutta la vita come negli inseparabili (Agapornis).

Etologia

La monogamia è diffusa soprattutto fra i Vertebrati (tutte le classi) e, tra questi, in particolar modo negli Uccelli, dei quali sono monogame il 90% delle specie. Al contrario, solo poche specie di Mammiferi sono monogame (per lo più Canidi e Mustelidi, oltre a pochi roditori, ungulati e primati). Tra gli Invertebrati è nota in alcuni insetti e in alcuni crostacei (per esempio le forme simbionti nelle cavità delle spugne, in cui una coppia resta intrappolata per tutta la vita). Tipicamente, nelle specie monogame che presentano cure parentali queste vengono impartite da ambedue i genitori. Molti uccelli sono monogami per il periodo di una singola covata, ma si conoscono casi di monogamia protratta per tutta la vita (alcuni corvidi). Nelle cicogne, nelle rondini e in altri uccelli migratori il legame durevole è apparentemente determinato dalla fedeltà a un determinato sito di nidificazione, che porta i due partner a incontrarsi anno dopo anno e facilita la riformazione della stessa coppia.