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Il movimento beta

Percezione falsata della realtà consistente nel fatto che, presentando in successione due diversi stimoli stazionari, essi vengono percepiti come un unico stimolo in movimento. Si distinguono diverse varietà di movimento apparente. La più nota è senza dubbio quella del movimento beta o stroboscopico. Se per esempio (come nel caso del fenomeno phi studiato nel 1912 da M. Wertheimer) i due stimoli sono costituiti da un rettangolo verticale e da un rettangolo orizzontale, il soggetto percepirà un unico rettangolo in moto dalla posizione verticale a quella orizzontale. Perché il fenomeno si verifichi occorre che la durata di presentazione dei due stimoli e l'intervallo temporale tra la presentazione del primo e quella del secondo siano compresi tra i 20 e i 200 ms (l'intervallo ottimale è di 60 ms). Elementi importanti sono l'intensità luminosa dei due stimoli e la distanza reciproca. Le leggi che regolano la reciproca influenza di questi fattori ai fini del verificarsi del fenomeno furono precisate nel 1919 da W. Korte. Si osservi che il fenomeno si verifica ugualmente anche se tra la prima e la seconda figura se ne interpone una terza, sempre presente; il soggetto ha allora l'impressione che il movimento si svolga in parte “dietro” questa terza figura (effetto “tunnel”). La più nota applicazione del movimento stroboscopico si ha nel cinematografo, nel quale vengono alternati per 1/48 di secondo immagini stazionarie (i singoli fotogrammi) e intervalli di oscurità. Ancora non è ben chiaro a cosa sia dovuto il movimento beta. Non si tratta di un fenomeno retinico: infatti il fenomeno si verifica anche se il primo stimolo viene proiettato su una retina e il secondo in un punto idoneo dell'altra retina. È quindi chiaro che l'integrazione tra gli stimoli stazionari che porta alla percezione di movimento deve avvenire a livello centrale.

Altri tipi di movimento apparente

Sono classificati altri tipi di movimento apparente. Nel movimento alpha si ha un apparente mutamento di dimensioni quando vengono presentate in successione parti di una figura. Nel movimento gamma si ha un'apparente espansione quando una figura è bruscamente introdotta nel campo percettivo, e una contrazione quando viene allontanata. Nel movimento delta si ha un apparente movimento di uno stimolo quando viene introdotto un secondo stimolo più intenso. Nel movimento epsilon si percepisce in movimento una linea chiara su fondo scuro a cui succede una linea scura su fondo chiaro, dislocata rispetto alla prima. Esiste inoltre il movimento autocinetico, consistente nel fatto che un punto luminoso in una stanza buia, immobile, viene percepito in movimento. Il movimento indotto consiste invece nel fatto che uno stimolo in movimento in una determinata direzione può apparire immobile percettivamente, mentre altri stimoli oggettivamente stazionari appariranno allora in movimento in direzione opposta; un esempio di movimento indotto è dato dal famoso fenomeno della “luna che corre tra le nubi”. Infine vi è il fenomeno delle immagini consecutive di movimento: osservando a lungo un oggetto in movimento costante in una data direzione, e spostando quindi lo sguardo su un oggetto immobile, questo apparirà muoversi in direzione opposta; il fenomeno è noto come “effetto cascata”, perché si verifica con facilità osservando una cascata o un corso d'acqua. A fianco dei fenomeni di movimento apparente, ne esistono altri detti di “quiete apparente”, studiati dall'italiano F. Metelli, e nei quali stimoli oggettivamente in movimento vengono percepiti come stazionari.

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