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mungitrice

sf. [sec. XIX; da mungere]. Macchina per la mungitura, automatica e sterilizzata, solitamente ad azionamento elettropneumatico. Consente di esercitare sui capezzoli della mucca un'azione combinata di aspirazione e di compressione, analoga a quella naturale della suzione del vitello, e alla manipolazione esercitata manualmente da un mungitore. Una mungitrice consta, schematicamente, di un gruppo di tettarelle ciascuna costituita da un cannello esterno rigido con all'interno una guaina in gomma di forma atta ad avvolgere il capezzolo dell'animale. Nella parte inferiore la guaina comunica, tramite un tubo flessibile, con un serbatoio o con un condotto nel quale è praticato il vuoto. L'intercapedine tra cannello e guaina può essere sottoposta alla stessa depressione esistente all'interno della guaina o alla pressione atmosferica: quando sia nella guaina sia nel cannello viene provocata una depressione, inizia l'aspirazione del latte, che attraverso un condotto giunge a un contenitore sottovuoto; quando la guaina è in depressione, ma c'è pressione atmosferica nell'intercapedine tra guaina e cannello, la guaina comprime il capezzolo fermando il flusso del latte. L'alternanza di pressione e depressione alle tettarelle è ottenuta mediante pulsatori da cui partono le tubazioni che giungono all'intercapedine tra guaina e cannello; le pulsazioni al minuto, in genere, variano da 40 a 70. Le successive operazioni sono regolate da una pompa a vuoto azionata dal motore. Esistono forme diverse di mungitrici, da quelle mobili su carrello (adatte per stalle di 6-10 capi) agli impianti fissi di mungitura, effettuata alla posta o in un'apposita sala (adatta per stalle con un elevato numero di capi e nel caso di stabulazione libera).