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mutante

agg. e sm. [ppr. di mutare]. In genetica, individuo risultante da una mutazione. Lo standard di riferimento è il cosiddetto “tipo selvatico”, cioè la condizione dell'organismo così come si trova in natura. Un organismo mutante è provvisto di uno o più geni che, conferendogli nuove caratteristiche, lo rendono più o meno adatto alla sopravvivenza (vedi evoluzione); all'interno di una popolazione i mutanti compaiono in modo casuale e spontaneo, e la loro capacità di riprodursi, cioè di trasmettere le proprie mutazioni alla progenie, è l'evento alla base della microevoluzione.