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nòdulo

sm. [sec. XIX; dal latino nodŭlus].

1) Piccolo nodo in genere.

2) In medicina, formazione circoscritta, di consistenza dura, di forma e dimensioni varie, rilevabile alla palpazione, che si sviluppa nel derma superficiale e profondo o nell'ipoderma e che caratterizza diverse condizioni morbose (per esempio nodulo di Aschoff nel reumatismo articolare acuto, nodulo di Meynet nella poliartrite cronica primaria). Un nodulo può essere anche l'espressione di un processo tumorale primitivo delle strutture del derma e dell'ipoderma (lipomi, fibromi, miomi) o di una metastasi di tumori localizzati in altri organi, oppure può essere un linfonodo aumentato di volume per processi flogistici o neoplastici.

3) In botanica, ingrossamento di parti delle radici, specialmente delle Leguminose (famiglia Fabacee), per azione dei batteri simbionti fissatori di azoto atmosferico; nodulo legnoso (o sferoblasto), corpicciolo legnoso che può trovarsi sulla superficie del tronco o dei rami degli alberi dovuto all'accrescersi di anno in anno di una gemma.

4) In geologia, struttura secondaria di rocce sedimentarie, consistente nella concentrazione di un minerale che all'atto della deposizione era diffuso in tutto il sedimento. I noduli, di forma globosa, lenticolare o arrotondata, hanno generalmente natura calcitica o silicea, ma se ne hanno anche di ferrosi, manganesiferi, ecc.

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