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naftòlo

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Chimica

sm. [sec. XIX; da nafta+ -olo¹]. Composto chimico con struttura di idrossiderivato del naftalene; i naftoli si distinguono per la posizione del gruppo OH nella molecola

Per il loro comportamento chimico i naftoli rientrano nella serie dei fenoli. L'uno e l'altro sono solidi cristallini bianchi che all'aria lentamente si colorano in seguito a fenomeni di ossidazione. Si preparano dai corrispondenti acidi solfonici del naftalene; i derivati nitrici e solfonati trovano impiego come intermedi nella preparazione dei coloranti azoici. Gli eteri metilico, etilico e butilico del β-naftolo per il loro gradevole odore sono usati in profumeria (essenze di neroli, neoneroli e fragarolo).

Farmacologia

Ambedue gli isomeri del naftolo possiedono un certo interesse farmacologico per via della loro azione antisettica e parassiticida. Maggiormente usato è il β-naftolo, più attivo e meno tossico dell'isomero α; trova applicazione come antisettico intestinale e come antiscabbioso. Un largo impiego ha avuto in passato il salicilato di β-naftolo, che possiede, oltre all'azione disinfettante, anche effetti antipiretici e antireumatici. Tra i derivati del naftolo di interesse farmaceutico si ricordano il naftolato di sodio, il naftolato di bismuto, il tribromo-naftolo, il β-benzonaftolo, tutti dotati di proprietà disinfettanti.

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