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napoletana, Scuòla-

scuola pittorica sviluppatasi a Napoli all'inizio del Seicento prendendo l'avvio dagli esempi del Caravaggio, e che si qualifica come la più importante del secolo in Italia. La formula caravaggesca dei Napoletani (da B. Caracciolo a M. Stanzione,J. de Ribera, C. e F. Francanzano, P. Novelli, A. Gentileschi, F. Guarino, B. Cavallino, M. Preti) è tra le più libere e originali, arricchita da influssi diversi (per esempio dal classicismo carraccesco) e dalle interpretazioni personali – drammatiche, liriche, vivacemente esuberanti – dei diversi artisti. La Scuola Napoletana, che comprende anche l'attività varia e gustosa dei pittori di battaglie e di pittoresche scene di genere (A. Falcone, S. Rosa, D. Gargiulo) e di nature morte (G. B. Ruoppolo) subì un'importante svolta con Luca Giordano, adeguandosi alle esigenze della decorazione barocca, e continuò a brillare anche nel Settecento: F. Solimena e i suoi discepoli F. De Mura e C. Giaquinto sono tra i protagonisti del rococò internazionale. Si parla ancora di Scuola Napoletana con riferimento alla ricca e organica produzione dell'Ottocento, che dette origine a vere e proprie correnti: la scuola di Posillipo, con Pitloo, Gigante, i fratelli Palizzi, ebbe grande importanza nella formulazione del nuovo linguaggio verista, che trovò la sua maggiore espressione nei pittori della Scuola di Resina (De Nittis, M. De Gregorio, F. Rossano, A. Cecioni) negli anni 1863-67. Dopo il 1870 si ritrovano da un lato l'ambiguo verismo sociale di G. Toma e M. Cammarano, dall'altro il virtuosismo esteriore, in parte riconducibile all'influenza del Fortuny, di E. Dalbono, F. Michetti, A. Mancini, riscontrabile anche nello scultore V. Gemito.