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naso

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Lessico

sm. [sec. XIII; latino nasus].

1) Formazione prominente della faccia tipica dei Mammiferi nella quale si aprono le narici; anche l'insieme delle vie nasali che, nei Vertebrati, sono sede dell'olfatto e sono poste superiormente alla bocca: i buchi del naso, le narici; fazzoletto da naso, per pulirselo; parlare con il naso, con voce nasale; mettere un anello di ferro al naso del toro.

2) Per estensione, odorato, fiuto: sentire con il naso, fiutando; avere (buon) naso, buon fiuto; fig., avere un notevole intuito, spiccate capacità di giudizio; a lume di naso, per intuizione; andare a naso, senza una cognizione precisa, fidando nel proprio intuito.

3) In varie loc. fig.: mettere, ficcare il naso in una faccenda, impicciarsene, immischiarvisi; menare per il naso, ingannare, raggirare; arricciare, torcere il naso, mostrare disgusto, contrarietà; mettere sotto il naso, davanti agli occhi, far vedere esplicitamente; restare, lasciare con un palmo di naso, con tanto di naso, sorpreso o ingannato; non vedere più in là del proprio naso, essere di corte vedute, poco lungimirante.

4) Poco comune, beccuccio di certi vasi; elemento sporgente di alcuni arnesi e strumenti.

5) In edilizia, piccolo rilievo delle tegole piane che serve all'aggancio di queste alla piccola orditura del tetto; risalto a sezione piramidale saldato sui tubi in prossimità degli appoggi per impedire gli scorrimenti dovuti alla dilatazione.

6) Pesce (Chondrostoma nasus) della famiglia dei Ciprinidi che vive nelle acque dolci dell'Europa centrale e orientale. Lungo sino a 50 cm, ha il corpo grigio-argenteo mentre le pinne inferiori sono rossastre.

Anatomia comparata

In tutti i Vertebrati sono presenti due cavità nasali comunicanti con l'esterno e tappezzate da mucosa ricca di epitelio olfattivo: nei Pesci Condritti e Attinopterigi terminano con due narici che si aprono all'esterno sopra la bocca e comunicano all'interno con i sacchi olfattivi che sono però a fondo cieco; nei Pesci Dipnoi esistono già all'interno anche le coane che si aprono molto in avanti nella volta buccale. Negli Anfibi, nei Rettili e negli Uccelli, data la respirazione polmonare, esistono vie nasali formate da due pieghe del palato che spostano all'indietro, verso il fondo della bocca, le coane; tali vie sono tappezzate da epitelio respiratorio ed epitelio olfattivo. Nei Testudinati sono già conformate le fosse nasali separate dalla bocca da un palato osseo secondario, che è molto più perfezionato nei Mammiferi nei quali è presente anche un palato molle che sposta l'apertura delle coane nella faringe. Nei Mammiferi, inoltre, le cavità nasali comunicano all'esterno con una (sfiatatoio degli Odontoceti) o due aperture semplici (come nei Misticeti e nei Monotremi), oppure con due narici poste all'estremità di una formazione muscolare, impiantata su uno scheletro osseo-cartilagineo (il naso in senso stretto) più o meno pronunciata, che può essere unita al labbro superiore a costituire un'appendice mobile più o meno lunga (proboscide) come nei Suidi, nei Tapiridi e soprattutto nei Proboscidati.

Anatomia umana

Nell'uomo, il naso è prominente, situato nel centro della faccia, tra le arcate orbitarie, superiormente, e la bocca, inferiormente; ha forma piramidale con una larga base d'impianto inferiormente, una piccola base che guarda in basso nella quale si trovano le narici, due facce laterali destra e sinistra unite sul dorso e alla cui base si trovano le ali o pinne (separate dalle guance da un solco detto alare) e una sporgenza carnosa o lobulo nasale. Il naso presenta uno scheletro in parte osseo, costituito dalle ossa nasali e dai processi frontali dei mascellari, e in parte cartilagineo (cartilagine del setto, cartilagini laterali e alari, che costituiscono l'impalcatura delle facce laterali e delle pinne). I muscoli del naso sono il nasale e il depressore del setto. All'interno del naso, subito oltre le narici, si trovano le cavità nasali, divise in due parti pari e simmetriche (fosse nasali) dal setto nasale. Le due cavità possono esser suddivise in due porzioni: quella anteriore, più piccola, detta vestibolo, ricoperta da cute grigiastra, ricca di peli setolosi (vibrisse) e di ghiandole sebacee e sudoripare, e quella supero-posteriore, di maggiori dimensioni, rappresentata dalla fossa nasale (una per lato, e in comunicazione con il vestibolo tramite un'apertura ristretta, detta istmo nasale), rivestita di mucosa in parte rossastra (mucosa nasale o pituitaria, detta anche membrana di Schneider) e in parte giallastra, contenente quest'ultima i recettori olfattivi. La parete mediana della fossa è rappresentata dal setto, le pareti laterali, più accidentate, presentano tre conche (superiore, media, inferiore) cui corrispondono omonimi meati. Ciascuna cavità nasale è in comunicazione, posteriormente, attraverso un'apertura ovalare, la coana, con la parte superiore della faringe (detta appunto per questo rinofaringe), con la fossa pterigo-mascellare (tramite il foro sfenopalatino) e con la cavità orbitaria (mediante il canale naso-lacrimale), e infine con un gruppo di altre cavità, scavate nelle ossa che circondano le fosse nasali. Tali cavità, dette secondarie o accessorie o seni paranasali, prendono il nome dalle ossa nelle quali sono ospitate: seni frontali, mascellari, sfenoidali ed etmoidali, questi ultimi formati da numerose cellette ossee sistemate principalmente nelle masse laterali dell'etmoide. I vasi sanguiferi del naso derivano dalle arterie mascellare esterna, oftalmica e labiale superiore; la mucosa delle cavità è irrorata da una rete di capillari, costituita da rami delle arterie etmoidali, nasale posteriore e labiale superiore, da cui il sangue si scarica nel plesso venoso nasale e quindi nelle vene delle meningi, nella facciale superiore e nelle vene etmoidali e oftalmiche. L'innervazione cutanea del naso è garantita da rami dei nervi etmoidale anteriore, frontale e infraorbitale, mentre quella della mucosa respiratoria è assicurata da fibre sensitive che derivano dal ramo mascellare del trigemino e da fibre parasimpatiche del ganglio sfenopalatino; le fibre sensitive della regione olfattoria, che si dipartono dalle omonime cellule nervose, formano il nervo olfattorio. Il naso, oltre ad avere una funzione olfattoria, provvede a riscaldare l'aria assorbita, a inumidirla, a trattenere il pulviscolo atmosferico, a mantenere la temperatura del capo in condizioni ottimali e costanti; le cavità nasali funzionano inoltre come una sorta di cassa di risonanza per la fonazione.

Antropologia

La forma del naso umano è diversa sia da individuo a individuo sia da tipo a tipo umano. In senso classificatorio è possibile rilevare una certa differenza fra le misure effettuate sul vivente e quelle sul cranio secco in quanto la larghezza delle narici e l'altezza (lunghezza) del naso sono sempre maggiori dell'apertura piriforme della faccia delimitata dalla conformazione delle ossa nasali. Il principale dato antropometrico è fornito dall'indice nasale (rapporto tra la larghezza del naso e la sua altezza). I valori medi dell'indice nasale sono fra 70 e 85. I valori al di sotto di 70 corrispondono alla leptorrinia (naso alto e stretto), quelli maggiori di 85 alla camerrinia, detta talvolta impropriamente platirrinia (naso basso e largo), i valori intermedi alla mesorrinia (naso di forma intermedia).L'indice nasale ha un qualche valore nella classificazione dei tipi umani. I bianchi vengono considerati leptorrini, i gialli mesorrini, i neri camerrini, ma si tratta di una ripartizione molto schematica e limitativa. La camerrinia sembra, fra le tre forme, la più primitiva: i casi estremi si trovano in Tasmania, Australia e Namibia, zone intorno a cui si trovano popolazioni con moderata camerrinia. La mesorrinia si trova, oltre che ai limiti delle suddette aree, in Asia, nell'America tropicale e in Polinesia. La leptorrinia presenta aree di localizzazione distinte: in Europa, con propaggini in Africa settentrionale e in Asia Minore, in America, soprattutto nelle zone a clima freddo, in varie zone dell'India. Seguendo le grandi linee della distribuzione geografica dei valori dell'indice nasale, si nota che gli indici più alti si trovano prevalentemente nelle zone calde e umide, i più bassi nelle zone fredde e secche; questo sembra dovuto al fatto che il naso alto e stretto permette un maggior riscaldamento dell'aria prima di giungere nelle vie respiratorie, e sarebbe quindi un carattere vantaggioso per le popolazioni che vivono in Paesi a clima freddo. Di minore interesse, soprattutto per la difficoltà che si incontra nella misurazione, sono gli altri caratteri del naso: la forma del profilo, in cui si riscontrano diversi tipi di dorso nasale, di radice e di punta del naso; la posizione e la forma dell'orificio nasale che dipendono dal valore assunto dall'indice nasale.