Questo sito contribuisce alla audience di

nastro

Guarda l'indice

Lessico

sm. [sec. XIV; dal gotico nastilo, correggia].

1) Tessuto di larghezza limitata, in genere da 0,5 a 5 cm, generalmente impiegato come rifinizione in ogni genere di articoli di abbigliamento e arredamento o più semplicemente come ornamento: legare il pacco con un nastro; si ornava i capelli con un nastro rosso;nastro per decorazioni, per onorificenze, in particolare, nastro azzurro; per metonimia, la decorazione stessa e la persona che ne è insignita. I nastri sono prodotti con filati di cotone, seta, raion, lana, nylon, ecc. Quelli elastici, impiegati per usi ortopedici oppure in corsetteria o per la fabbricazione di bretelle, vengono ottenuti intrecciando fra i fili di ordito anche filati elastomerici o di gomma che, intrecciati in modo opportuno, non appaiono né al diritto né al rovescio del tessuto.

2) Per estensione, qualsiasi oggetto o strumento di forma simile, anche se di materiale diverso. In particolare: A) in anatomia, formazione piatta e allungata (per esempio nastro talamico, nastro olfattorio). B) Sistema di alimentazione delle mitragliatrici, i nastri possono essere formati da due strisce di tessuto robusto unite tra loro in modo da formare degli alveoli in cui trovano alloggio le cartucce; oppure possono essere metallici, costituiti da elementi permanentemente uniti tra loro o da elementi scomponibili nei riguardi dei quali la cartuccia costituisce elemento di giunzione. C) Nell'ippica, al pl., serie di strisce di tessuto bianco tese sulla linea di partenza; usate sia nel trotto sia nel galoppo, al segnale del “via” vengono sollevate lasciando partire i cavalli. D) Al pl., tipo di pasta da minestra prodotta in diverse varietà di formato (nastrini e nastroni). E) Anche in usi fig.: il nastro d'asfalto, la strada asfaltata. § Nastro azzurro, segno distintivo onorifico che viene concesso alla nave che compie la traversata nordatlantica più veloce. Il primato deve resistere almeno tre mesi e dà diritto a un trofeo d'argento con incisi i nomi dei precedenti vincitori e a una fascia azzurra dipinta sui fumaioli. La competizione è iniziata nel 1840 anche se solo nel 1933 ha avuto un carattere di ufficialità. Di solito la traversata viene effettuata da Bishops Rock (Cornovaglia) al faro di Ambrose (New York) e fra i detentori del primato figura anche il transatlantico italiano Rex (dal 1933 al 1935); l'ultimo è lo statunitense United States che con 1660 passeggeri ha compiuto nel 1952 la traversata in tre giorni 10 h e 40 minuti. § Nastro abrasivo, fascia continua di tela o carta ricoperta di silice, corindone o altri abrasivi, ruotante su due cilindri, di cui uno motore; usata per levigare materiali diversi, legno, acciaio, ecc. § Nastro adesivo o autoadesivo, nastro di carta speciale o di tessuto impregnato su una delle superfici con idoneo adesivo utilizzato per confezioni, per fissare oggetti su superfici varie, ecc.; quelli per tenere uniti fogli o parti in carta sono di norma trasparenti. Rispetto alla carta gommata, i nastri autoadesivi non necessitano di preventiva bagnatura della superficie adesiva. § Nastro dattilografico, nastro di tessuto di cotone, raion, nylon impregnato di inchiostro, usato nelle macchine per scrivere; può essere monocolore (generalmente nero) o bicolore, diviso longitudinalmente (generalmente rosso e nero). § Nastro isolante, nastro in tessuto impregnato di isolanti fenolici, asfaltici (sempre meno usati), o di resine diverse, usato per isolare elettricamente conduttori, giunzioni, morsetti, ecc., mediante una nastratura operata manualmente. Sono molto usati anche nastri privi di supporto tessile, costituiti da materie plastiche o elastomeri leggermente adesivi. Per l'isolamento delle macchine elettriche vengono spesso usati nastri in tessuto di fibra di vetro, impregnati in resine poliesteri. Nastro magnetico, nastro molto sottile, di larghezza normalizzata in 6,35 mm, costituito di acetato di cellulosa, ricoperto su una o entrambe le facce da uno strato di materiale ferromagnetico finemente polverizzato, disposto in fasce tra loro separate (da una a 24), dette “piste”. Viene utilizzato per le registrazioni dei suoni e la loro riproduzione nei magnetofoni. Un nastro può essere usato per un numero illimitato di registrazioni, in quanto si può sostituire una registrazione a un'altra su ciascuna pista del medesimo nastro. § Nastro metallico, elemento continuo di larghezza e spessore variabili e di materiali diversi (acciaio, alluminio, ottone, ecc.) ottenuto per laminazione a caldo o a freddo. Il nastro laminato a caldo è in genere fornito in rotoli o bobine avvolte a caldo e ha spessori che variano generalmente tra frazioni di millimetro e 6 mm, con larghezze comprese tra una decina di mm e 1800 mm. La laminazione a freddo consente di ottenere spessori più sottili, migliore finitura superficiale e caratteristiche meccaniche che permettano le successive operazioni di imbutitura a freddo. § Nastro trasportatore, vedi trasportatore. § Nastro di Möbius, vedi Möbius.

Informatica

I nastri magnetici sono comunemente usati come supporti di memoria nelle memorie di massa; per la lettura e la scrittura vengono utilizzate le unità a nastro magnetico (vedi memoria). I dati registrati in un nastro sono uniti in unità logiche, o records, una serie delle quali costituisce l'unità fisica di informazione che viene letta o registrata con una sola operazione (blocco). Un insieme di blocchi costituisce un flusso di informazioni, o file. Ciascun flusso è preceduto da un'etichetta, detta di coda. L'etichetta di testa comprende il nome che identifica il flusso, il numero del nastro a cui il flusso appartiene, il numero di generazione del nastro e il periodo di conservazione, o meglio, la data in cui il flusso è stato registrato. L'etichetta di coda dice che il flusso è terminato e, generalmente, fornisce anche elementi di controllo del flusso stesso, quali, per esempio, il numero di records che lo costituiscono. All'inizio e alla fine del nastro si hanno particolari etichette di testa e di coda, dette etichette di nastro. I nastri usati nei centri di elaborazione assumono denominazioni diverse secondo l'uso a cui sono destinati e secondo la funzione che svolgono. Si hanno così nastri programma, o archivi programma, in cui sono registrati gruppi di programmi, scritti generalmente in linguaggio oggetto e il cui contenuto deve essere introdotto preventivamente nella memoria principale dell'elaboratore. Si hanno nastri temporanei e nastri permanenti (in inglese master tape): i primi contengono informazioni che possono essere cancellate ed equivalgono pertanto a nastri vergini; le informazioni sui secondi non possono, invece, essere cancellate prima di una data prestabilita; la qualifica di temporaneo o di permanente è segnata sempre sull'etichetta di testa del nastro. Si parla anche di generazione di un nastro per indicare se si tratta di un nastro nonno, o di un nastro babbo, o di un nastro figlio: il nastro babbo è la copia che viene sempre fatta, per prevenire errori, di un nastro che contiene un archivio di dati da aggiornare; nastro nonno è il nastro che viene aggiornato e nastro figlio è il nastro con l'archivio aggiornato; l'identificazione di uno di questi nastri è permessa da un numero, detto numero di generazione. § Per il nastro perforato, vedi banda perforata.

Media


Non sono presenti media correlati