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navétta

sf. [sec. XIV; dal francese navette, propr. piccola nave].

1) Organo del telaio meccanico di tessitura che permette l'inserzione dei filati di trama attraverso i fili di ordito in modo che si possano intrecciare fra loro. In particolare, nelle macchine per cucire, organo nel quale è contenuto un rocchetto di filo, che contribuisce alla formazione del punto a spola.

2) Spoletta di osso o altro materiale con cui si esegue il pizzo chiacchierino.

3) Nei trasporti, il veicolo o il convoglio, adibito al trasporto di persone o cose, che collega due luoghi seguendo sempre lo stesso percorso e passando a intervalli regolari: autobus navetta. In particolare nelle ferrovie, treno navetta, treno composto da carri pianali che effettua corse di andata e ritorno fra due stazioni per svolgere un determinato servizio, generalmente per il trasporto ferroviario di autovetture o di carichi ingombranti.

4) In astronautica, navetta spaziale, veicolo progettato per il trasbordo di uomini o materiali fra una base terrestre e una stazione orbitale. Differisce dai vettori tradizionali (detti expendable, o monouso) per la caratteristica della reimpiegabilità, che ne dovrebbe abbassare i costi di gestione. La navetta spaziale è dotata, oltre degli organi di propulsione e controllo nell'ambiente spaziale, anche di superfici aerodinamiche in grado di sostenerla nell'atmosfera. Mentre per l'alto costo i Russi hanno abbandonato la realizzazione della navetta Buran dopo il primo volo di collaudo senza equipaggio a bordo, gli USA dispongono della navetta spaziale Space Shuttle.

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