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neòfita

sm. e f. (come sm., anche neòfito; pl. m. -i) [sec. XIV; dal greco neóphytos, da néos, nuovo+phýō, generare].

1) Nella Chiesa primitiva, i nuovi battezzati. San Paolo prescrisse che i neofiti non potessero essere ordinati vescovi. Il primo Concilio di Nicea (325) stabilì che l'ammissione dei neofiti alle cariche sacre fosse rimandata a quando il vescovo avesse accertato che erano sufficientemente coscienti della loro fede.

2) Per estensione, chi da poco tempo ha abbracciato un'idea, ha aderito a un partito politico, ecc.: ha l'entusiasmo del neofita.

3) In botanica, come agg. e sf. pl., specie vegetali naturalizzate che si diffondono in assenza di intervento umano.

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