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neoavanguardia

sf. [neo-+avanguardia]. Voce di uso critico che indica gli sviluppi dell'avanguardia letteraria e artistica, con riferimento a quei movimenti che nel secondo dopoguerra in alcuni Paesi europei (Italia, Francia, Germania) si sono espressamente richiamati alla tradizione dell'avanguardia storica. “Prima artisti come d. Flavin, C. Andre, d. Judd, Morris all'inizio degli anni Sessanta, e poi altri come Broodthaers, D. Buren, Asher e Haacke alla fine dello stesso decennio, sviluppano la critica alle convenzioni dei media tradizionali, come già fatto dal dadaismo, dal costruttivismo e da altre avanguardie storiche, che hanno investigato l'istituzione arte, i suoi parametri percettivi e cognitivi, strutturali e discorsivi” (Hal Foster)

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