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neohegelismo

sm. [sec. XIX; neo-+hegelismo]. Termine comune alle scuole filosofiche di impronta hegeliana fiorite soprattutto in Gran Bretagna e in Italia tra la fine del sec. XIX e i primi decenni del sec. XX. Esponenti principali nel neohegelismo inglese (ma anche nordamericano) furono T. H. Green, J. E. Mc Taggart, F. H. Bradley e J. Royce, che, pur con diverse accentuazioni, concordano nella risoluzione della realtà al pensiero, come “coscienza universale”. Figure dominanti del neohegelismo (detto anche neoidealismo) italiano furono B. Croce e G. Gentile, che lo intesero rispettivamente come storicismo assoluto e come attualismo.

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