neologismo

sm. [sec. XIX; da neo-+greco lógos, parola, sul modello del francese néologisme].

1) Vocabolo o costrutto nuovo coniato per indicare sentimenti, idee, oggetti per i quali manca (o si ritiene che manchi) nella lingua corrente un termine adeguato. Ogni epoca ha avuto i suoi neologismi; alcuni sono penetrati nella lingua comune, altri sono rimasti tipici di qualche scrittore: Dante, per esempio, coniò i termini incinquarsi, insemprarsi, squadernare; Barettipastorelleria; Alfieririschievole, disragione; Manzoniparacalunnia; Gaddaossibuchivoro. Molti neologismi sono nati per indicare nozioni che hanno arricchito il lessico della lingua: multimediale, formattare, monoreddito, ecc.

2) In psicopatologia, parole nuove prodotte come manifestazione delirante da alcuni psicotici.

Bibliografia

S. Scotti Morgana, Le parole nuove, Bologna, 1981, G. L. Messina, Dizionario dei neologismi, Roma, 1983; M. Cortelazzo, U. Cardinale, Dizionario di parole nuove, Torino, 1989; S. Vassalli, Il neoitaliano. Le parole degli anni Ottanta, Bologna, 1989.

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