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neopitagorismo

sm. [neo-+pitagorismo]. Rinascita della filosofia pitagorica, iniziata probabilmente in Alessandria alla fine del sec. II a. C. Le prime manifestazioni del neopitagorismo furono gli scritti diffusi sotto il nome di antichi pitagorici (Archita di Taranto, Ocello Lucano, Timeo di Locri, ecc.) e sentenze ascritte allo stesso Pitagora. Dopo Nigidio Figulo, iniziatore a Roma del movimento, i suoi maggiori esponenti furono Moderato di Cadice e Nicomaco di Gerasa. Nel sec. II Plutarco e Numenio continuarono nel loro solco; con Filostrato (sec. III) il neopitagorismo si esaurì cedendo il passo al diffondersi del neoplatonismo.

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