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neuramminidasi

sf. [da neurammin(ico)+id(ro-)+-asi]. Enzima che provoca la liberazione di una molecola di acido neuramminico dalla struttura dei polisaccaridi che lo contengono in posizione terminale, quali la mucina gastrica o i polisaccaridi eritrocitari determinanti la specificità dei gruppi sanguigni. È una proteina con peso molecolare 20.000, fortemente instabile, isolata da numerosi germi patogeni: pneumococchi, clostridi della gangrena gassosa, Pseudomonas, ecc.; è presente anche nel virus dell'influenza, della parotite epidemica, della peste aviaria. La neuramminidasi libera l'acido neuramminico sotto forma di derivato acetilato (acido sialico) ed è perciò anche detta sialidasi. L'elaborazione di neuramminidasi da parte dei microrganismi patogeni ha il significato di un mezzo di difesa contro le glicoproteine del muco. Infatti l'eliminazione dell'acido sialico dalle glicoproteine del muco ne diminuisce notevolmente la viscosità e quindi la capacità di imprigionare i batteri nei vari tipi di secrezione mucosa.

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