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neutralismo

sm. [sec. XX; da neutrale]. Dottrina e/o prassi politica che sostiene la neutralità sul piano teorico o in una particolare contingenza storica. A posizioni neutraliste si rifecero, in Italia, partiti, movimenti o gruppi – soprattutto il Partito socialista ma anche la maggioranza dei cattolici e i giolittiani – contrari all'intervento del Paese nella prima guerra mondiale (1914-18). Nel secondo dopoguerra il termine designò le posizioni dei gruppi francesi, inglesi e italiani contrari all'adesione al Patto Atlantico. Con neutralismo sono state inoltre definite le posizioni, derivate dall'anticolonialismo, dell'India e della maggior parte dei Paesi di nuova indipendenza d'Africa e d'Asia che si opposero alla guerra fredda e all'identificazione con i due blocchi in conflitto. Il neutralismo, che nelle fasi iniziali del suo sviluppo e durante la Conferenza afro-asiatica di Bandung (1955) ebbe nel leader indiano J. Nehru l'animatore principale, elaborò la politica del non-allineamento, codificata nella Conferenza di Belgrado del 1961.

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