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nicotinammide

sf. [nicotina+ammide]. Vitamina idrosolubile detta anche niacinammide, vitamina PP o fattore antipellagroso. È chimicamente l'ammide dell'acido nicotinico il quale nell'organismo viene trasformato in nicotinammide. La nicotinammide si presenta in cristalli aghiformi facilmente solubili in acqua, alcol e acetone, insolubili nei solventi dei grassi. In natura è presente in concentrazioni elevate nel lievito di birra, nella carne, nel fegato, nelle uova. Relativamente poveri sono i legumi, mentre del tutto sprovvisti di nicotinammide sono le farine di mais e di segale, le patate, il lardo e l'olio. Le avitaminosi sono pertanto diffuse tra quelle popolazioni che utilizzano tali alimenti come cardini della dieta. Nell'uomo una parte del fabbisogno giornaliero di nicotinammide deriva dalla biosintesi della vitamina operata dai batteri della flora intestinale oppure dal fegato nell'ambito del metabolismo dell'ornitina e del triptofano. La carenza di nicotinammide provoca nell'uomo e in altri animali (cane, scimmia, maiale) una grave malattia metabolica, detta pellagra. L'importanza biologica della nicotinammide è collegata alla presenza nella struttura di due coenzimi che intervengono in numerosi processi ossido-riduttivi cellulari: il difosfopiridin-nucleotide o NAD e il trifosfopiridin-nucleotide o NADP. Questi coenzimi fungono da accettori di idrogeno da substrati diversi; l'idrogeno viene poi trasferito ad altri accettori, in particolare ai coenzimi flavinici. Il trasporto dell'idrogeno si svolge a livello della frazione nicotinammidica della molecola, secondo lo schema:

La nicotinammide che si libera dal catabolismo del NAD e del NADP viene trasformata in acido nicotinico, in trigonellina o in N-metil-nicotinammide, quindi viene eliminata con le urine nella forma di questi metaboliti. Si presume che l'ordinario fabbisogno giornaliero di nicotinammide nell'uomo sia dell'ordine di 20 mg. In medicina la nicotinammide viene adoperata nel trattamento degli stati carenziali, nella pellagra, nelle disvitaminosi, nell'insufficienza epatica, in alcuni stati diarroici e in varie affezioni cutanee.

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