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noùmeno

sm. [sec. XIX; dal greco noúmenon, ciò che viene concepito dall'intelletto, da noéō, intendere]. Nella filosofia di Kant la cosa in sé, cioè l'oggetto della conoscenza intellettuale pura, in opposizione al fenomeno. Il noumeno è un concetto limite, in quanto circoscrive i confini del retto uso delle nostre facoltà conoscitive, ma è anche il fondamento della vita morale, in quanto giustifica la libertà. Nel primo caso (Critica della ragion pura) la pretesa di una comprensione pura, cioè al di là di ogni riferimento all'esperienza, dell'intelligibile, costringe il pensiero ad antinomie tanto inevitabili quanto irrisolvibili; nel secondo caso (Critica della ragion pratica) la indubitabile presenza dell'imperativo morale postula la libertà come condizione dell'eticità.

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