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novèlla

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Lessico

sf. [sec. XIV; f. di novello].

1) Novità, notizia di un fatto per lo più recente: che novella è questa?; per antonomasia, la buona novella, il Vangelo.

2) Narrazione in prosa, più raramente in versi, che si distingue dal romanzo per la brevità e semplicità di struttura, e dalla favola per una maggiore aderenza alla realtà: le novelle del Boccaccio.

3) Ciascuna delle costituzioni di imperatori romani o bizantini che innovavano una precedente norma: le di Giustiniano.

Letteratura

L'origine della novella, che si confonde con quella della favola, non è facilmente determinabile: la teoria più diffusa è quella orientalista (sostenuta dai tedeschi Th. Bonfey e R. Koehler) secondo la quale la novella sarebbe nata in Oriente, in India, e si sarebbe diffusa in Occidente durante la decadenza romana o comunque durante la dominazione araba. Ma elementi novellistici sono rilevabili in Grecia fin dall'epoca omerica; antecedenti della novella possono essere considerati i Racconti sibaritici (sec. V a. C.) e le composizioni di carattere erotico di Aristide di Mileto, le cosiddette Milesie (sec. III o II a. C.); vi sono spunti novellistici nel Satyricon di Petronio (sec. I) e nelle Metamorfosi di Apuleio (sec. II). Carattere novellistico hanno nel Medioevo gli exempla, racconti tratti dalla storia, dall'agiografia, dalle tradizioni popolari e riportati nella predicazione e nell'insegnamento a scopo edificante. Hanno questo carattere le narrazioni di Pietro Alfonso, Giacomo da Vetry, Vincenzo di Beauvais. Uno dei primi esempi di novella in volgare italiano è nel Libro dei Sette Savi (sec. XI-XIII), di origine indiana, e nel Novellino, che raccoglie in brevi composizioni motivi classici, biblici, del ciclo brettone e della cronaca contemporanea. In Francia il genere novellistico è introdotto nel sec. XIII dai fabliaux; composizioni in versi di contenuto comico o licenzioso divulgate dai giullari; in Spagna, agli inizi del sec. XIV Juan Manuel compone El Conde Lucanor (Il conte Lucanor). Carattere di compiuta letterarietà la novella assume col Decameron di Boccaccio, in cui si ha una vera rappresentazione dei caratteri umani, dei costumi sociali, della realtà del tempo. Il Decameron costituì un modello insuperato per almeno due secoli al quale si ispirarono autori italiani e stranieri: in Italia, alla fine del Trecento, ser Giovanni Fiorentino, autore del Pecorone, G. Sercambi, F. Sacchetti, autore del Trecentonovelle; nel Quattrocento, Masuccio Salernitano col suo Novellino, in Inghilterra G. Chaucer (Canterbury Tales, 1387-1389), in Francia, nel Cinquecento, Margherita di Navarra (Heptameron, postumo, 1559); in Italia, Firenzuola, Straparola, Fortini,il Lasca, Giraldi Cinzio, Bandello, le cui novelle già anticipano per alcuni aspetti il gusto barocco. Vicine alla novella italiana del Cinquecento sono le Novelas ejemplares (1613; Novelle esemplari) di Cervantes, ormai staccate dal modello boccacciano, mentre le Nouvelles en vers di La Fontaine (1665) sono ancora dichiaratamente desunte dal Boccaccio. Trascurato nel Settecento, il genere novellistico è ripreso in età romantica: in Germania da L. Tieck e da E. Th. Hoffmann in forme fantastiche e simboliche; in Francia da De Vigny, Stendhal, De Musset, Mérimée, Chateaubriand, Gautier che approfondiscono l'analisi psicologica; in Italia da Pellico, Grossi, Tommaseo, Prati che sviluppano motivi sentimentali e patriottici. Un posto a sé hanno i racconti di Poe, allucinanti indagini nel mondo del mistero e della paura, i Racconti di Belkin di Puškin, i racconti di Gogol (Il cappotto) e di Čechov. Dall'Ottocento in poi diventa comunque difficile tracciare uno sviluppo storico della novella come genere a sé con elementi precisi di differenziazione. La novella, chiamata più comunemente racconto, entra nella produzione di molti scrittori con gli stessi caratteri delle composizioni di più ampio respiro. Ci si limita quindi a dare i nomi di alcuni degli autori più importanti: Maupassant (Boule de suif), Verga (Vita nei campi,), D'Annunzio (), Pirandello (), Wilde, Mark Twain, Faulkner, Hemingway, Joyce (), Kafka, Th. Mann, Sartre e tra i più recenti, in Italia, Bontempelli, Landolfi, Gadda, Bilenchi, Pavese, Moravia ecc.

Bibliografia

E. Falqui, Prosatori e narratori del novecento italiano, Torino, 1950; I. Calvino, introduzione a Fiabe italiane, Torino, 1956; Q. Cataudella, La novella greca, Napoli, 1958; G. Spagnoletti, Nuova narrativa contemporanea, 1958; A. Asor Rosa, La novella occidentale dalle origini ad oggi, Roma, 1960; M. Cappello, Le novelle picaresche, Roma, 1977.