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ogiva

sf. [sec. XVII; dal francese ogive].

1) In architettura, ciascuna delle nervature diagonali delle volte a crociera romaniche e gotiche. A cominciare dal sec. XIX il termine è stato anche riferito (arco a ogiva) all'arco a sesto acuto, costituito da due archi di circonferenza formanti un vertice che giace sull'asse della corda dell'arco. Caratteristica dell'architettura gotica (detta infatti anche ogivale), è presente anche nell'architettura antica (famosa, per esempio, la volta ogivale di un canale di Khorsābād) e in quella islamica.

2) Parte anteriore dei proiettili avente lo scopo di migliorare il coefficiente aerodinamico favorendo la penetrazione nell'aria. I proietti perforanti hanno spesso una “falsa ogiva”, detta cappuccio plastico, che, schiacciandosi su una corazza, dà appoggio al nucleo interno, oppure hanno una punta in lamierino, con funzione aerodinamica, detta cappuccio balistico.

3) In statistica, ogiva di Galton, curva cumulativa di frequenza dalla tipica forma a esse, ottenuta riportando sull'asse delle ascisse le frequenze cumulate della variabile.

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