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osmòsi

sf. [sec. XIX; dal greco ōsmós, impulso, spinta].

1) Corrente di diffusione spontanea, unidirezionale, di un solvente attraverso una membrana semipermeabile posta tra due soluzioni di quello stesso solvente. Caratteristica dell'osmosi è che il verso del flusso proviene sempre dalla soluzione a minore concentrazione, o, al limite, dal solvente puro, verso quella a concentrazione maggiore, con conseguente diluizione della stessa: il fenomeno di diffusione prosegue finché le due soluzioni non raggiungono la stessa concentrazione. Se si applica alla soluzione un'adeguata pressione esterna (di valore superiore a quello della pressione osmotica) si può ottenere un'inversione della corrente di diffusione attraverso la membrana, cioè un flusso di solvente dalla soluzione concentrata a quella diluita, realizzando così l'osmosi inversa. Questo trattamento è impiegato per rimuovere dalle acque sostanze organiche e inorganiche; in particolare è stato studiato per l'applicazione nel settore della dissalazione dell'acqua del mare e delle acque salmastre. Il metodo pur essendo promettente, non è allo stato attuale competitivo per l'alto consumo energetico. Le membrane, normalmente di acetato di cellulosa, devono essere molto sottili, e sopportare una notevole pressione: perciò, pur essendo sostenute da supporti che ne riducono molto la superficie filtrante, la loro durata è piuttosto limitata.

2) Fig., rapporto di reciproca influenza in campo morale, ideologico o culturale che a volte si crea fra persone, gruppi e simili.

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