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sm. [sec. XIV; dal latino pallíum].

1) Sopravveste formata da un ampio rettangolo o quadrato di stoffa che i Romani indossavano sopra la tunica fermandolo sotto il mento o su una spalla con una fibbia. Derivava dall'himation greco e fu adottato di preferenza da chi aveva a che fare con la cultura greca.

2) Striscia di lana bianca, larga ca. 5 cm, in cui sono intessute sei croci nere. Gira intorno alle spalle in forma di anello. Nel mezzo, sul petto e sul dorso, pendono due strisce corte, nere alle estremità e con un po' di piombo per tenerle pendenti. Apparve a Roma già nel sec. VI come insegna del papa. I palli sono posti ogni anno sulla tomba di San Pietro e là benedetti dal papa alla vigilia della festa dell'apostolo (28 giugno) e da lui sono inviati agli arcivescovi residenziali, come segno della loro autorità nella provincia ecclesiastica.

3) In anatomia comparata, l'insieme delle parti dorso-mediali e dorso-laterali del telencefalo; è detto anche mantello (vedi encefalo). Le strutture palliali o mantellari sono molto estese e nello stesso tempo pieghettate. In esse si differenzia una corteccia cerebrale che, nei Mammiferi e soprattutto nell'uomo, è responsabile delle funzioni integrative della memoria e dell'intelligenza.