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pàusa

sf. [sec. XIV; dal latino pausa, che risale al greco pâusis, da páuō, cessare, smettere].

1) Sosta, interruzione per lo più momentanea; breve intervallo: una pausa nello studio; concedersi una pausa lungo il cammino;pausa nel lavoro, intervallo cui il lavoratore ha diritto durante l'orario di lavoro giornaliero e la cui durata non è stabilita dalla legge ma dagli usi o dagli accordi collettivi e aziendali. In particolare, intervallo di silenzio nel parlare, detto specialmente nel linguaggio teatrale dove indica sia l'intervallo tra una parte e l'altra dello spettacolo o tra una fase e l'altra di una prova, sia più propr. il silenzio che viene fatto cadere tra una battuta e l'altra o all'interno di una singola battuta. Nel teatro moderno la pausa ha avuto grande importanza espressiva, in senso psicologico, atmosferico, ecc. (si pensi a Čechov, al teatro intimista, ecc.).

2) Nella notazione musicale, segno indicante la durata di un'interruzione del suono. A ogni figura di nota corrisponde una figura di pausa di uguale valore. "Per la pausa musicale vedi figura al lemma del 14° volume." "Per la pausa musicale vedi la tabella a pagina 540 del XVI volume." La durata di una pausa, come avviene per le note, può essere prolungata mediante il punto di valore. Se l'interruzione del suono deve durare per più battute, il segno di pausa viene indicato mediante un tratto orizzontale sormontato da una cifra corrispondente al numero delle battute d'attesa.

3) In cardiologia, piccola pausa, intervallo che divide il primo dal secondo tono; grande pausa, intervallo fra il secondo e il primo tono, di durata maggiore del precedente; pausa compensatoria, segue l'extrasistole ventricolare e ha una durata superiore a quella normale di un tempo corrispondente a quello mancante nell'intervallo che ha preceduto l'extrasistole.