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pónte ràdio

sistema per realizzare la trasmissione di infomazioni tra due o più stazioni per mezzo di radioonde. Poiché la maggior parte dei ponti radio utilizza la banda delle microonde, le stazioni trasmettenti e riceventi sono poste in posizione di reciproca visibilità; in questi casi per superare distanze molto grandi o per collegare località in presenza di ostacoli intermedi (per esempio, una montagna) si utilizza una catena di stazioni ripetitrici, in ciascuna delle quali viene operata una conversione di frequenza per evitare interferenze. Una catena di ponti radio può operare di norma nei due versi di trasmissione. Le portanti a radiofrequenza sono modulate in modulazione di frequenza. I ponti radio possono venire classificati in base alle caratteristiche di impiego pratico. Si hanno ponti radio fissi, che vengono adibiti al trasferimento di informazioni in forma permanente fra due località opportunamente scelte e attrezzate (tale è il caso per esempio dei ponti radio destinati alle trasmissioni dei programmi televisivi tra i vari centri di diffusione), e ponti radio mobili, che permettono invece collegamenti radio tra vari mezzi mobili e una posizione fissa oppure tra due o più mezzi mobili generalmente tramite una o più stazioni ripetitrici intermedie. I ponti radio mobili permettono inoltre i collegamenti radio tra mezzi destinati a pubblici servizi (polizia, autoambulanze, radiotaxi, ecc.), o comunicazioni commerciali tra mezzi privati. Altro elemento di classificazione dei ponti radio è la quantità di canali di informazione trasferiti. Tale capacità varia notevolmente; si passa infatti da un solo canale (ponte radio monocanale, tipico dell'impiego su mezzi mobili) ai più moderni sistemi pluricanali che consentono fino a 2700 canali telefonici simultaneamente serviti con la tecnica a divisione di frequenza, ossia assegnando a ogni canale una parte della banda di frequenze disponibile. Con l'evolversi della tecnica elettronica il ponte radio si è imposto sui sistemi via cavo coassiale, in quanto consente migliori caratteristiche di trasmissione, specie per traslazione di canali ad ampio contenuto di informazione come quelli televisivi, e comporta costi decisamente inferiori per la manutenzione, in particolare se vengono coperti tratti di terreno sensibilmente accidentato. In questo caso i rilievi montuosi, lungi dal rappresentare un ostacolo, consentono la realizzazione di stazioni ripetitrici che meglio possono utilizzare, con la dislocazione in altezza, la propagazione di tipo ottico delle radioonde. Gli impianti di diffusione radio e televisiva sono serviti da ponti radio fissi di alta professionalità che operano con sistemi di riserva: si hanno generalmente due ponti radio operanti su due frequenze che differiscono di almeno 50 MHz, posti a una certa distanza l'uno dall'altro in modo che, se si verifica, per difetto di propagazione, un'evanescenza tale da compromettere la qualità di trasmissione, la riserva che entra in funzione, operando in condizioni nettamente diverse, non ne risenta. Si dice in tal caso che il ponte radio di riserva opera in diversity di frequenza e posizione. Nel caso dei ponti radio mobili, invece che sulla distanza tra le stazioni si opera sulla polarizzazione delle radioonde (diversity di frequenza e polarizzazione). A questo scopo ogni antenna direzionale di tipo parabolico viene dotata di due elementi radianti ad angolo retto tra loro: uno di questi viene alimentato da uno dei ponti radio e l'altro dal ponte radio di riserva.