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padiglióne

(ant. paviglióne), sm. [sec. XIII; dal latino papilíonis, farfalla e in seguito tenda militare].

1) Nell'antichità, tenda militare, particolarmente sontuosa, destinata a ospitare re e generali. In seguito, soprattutto a partire dal sec. XVII, il termine passò a definire piccoli edifici isolati, spesso molto ricchi ed eleganti, costruiti in spazi liberi, per lo più in parchi signorili, con scopi diversi. Molto noti i padiglioni del parco di Versailles, come l'hameau de la Reine, destinato agli svaghi campestri di Maria Antonietta, e il Pagodenburg nel parco del castello di Nymphenburg. Nell'architettura moderna il padiglione designa un edificio dotato di caratteristiche di autonomia e funzionalità, facente parte di un complesso più vasto, come ospedali, fiere, esposizioni (padiglioni nazionali alla Biennale di Venezia), fabbriche, musei (Padiglione d'arte contemporanea, realizzato nel 1979 da Ignazio Gardella a Milano).

2) Ant., baldacchino ornamentale innalzato a copertura di letti, porte, finestre e simili

3) In anatomia, padiglione auricolare, la parte esterna dell'orecchio.

4) Con varie accezioni analogiche: A) nelle lance da torneo, protezione metallica a forma d'imbuto, posta a riparo dell'impugnatura. B) Nelle costruzioni, tetto a padiglione, copertura a pianta quadrata o rettangolare costituita da 4 falde piane; volta a padiglione, volta con la base a pianta quadrangolare o poligonale, costituita da spicchi cilindrici, quanti sono i lati del perimetro da coprire. C) In agraria, elemento principale della sistemazione a cavalletto, costituito da un appezzamento di terreno di forma rettangolare delle dimensioni di 80-120×20-40 m, a superficie baulata, separato dagli attigui cavalletti da scoline che corrono lungo i lati maggiori. D) Nell'attrezzatura navale, insieme delle sartie e degli stralli dei velieri. Il padiglione maggiore o basso comprende le sartie e gli stralli dei tronchi maggiori; quello di gabbia le sartie, i paterazzi e gli stralli dei tronchi di gabbia; quello alto le analoghe manovre fisse degli alberetti (vedi anche alberatura); padiglione radiotelegrafico, l'insieme dei fili che formano l'antenna ricetrasmittente di bordo. E) In oreficeria, la parte a piramide ottagonale, ottenuta nel taglio a brillante dei diamanti, che viene inserita nel castone. F) In araldica, ornamento esterno dello scudo, proprio delle famiglie regnanti. Si compone di due parti, il colmo, che costituisce la parte superiore, e le cortine, che formano il manto.

5) Moneta francese d'oro coniata sotto Filippo VI di Valois con decreto dell'8 luglio 1339, del valore di 30 soldi tornesi. Il nome deriva dal padiglione o baldacchino seminato di fiordalisi sotto il quale è raffigurato il re.