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palla¹

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Lessico

sf. [sec. XIII; voce di origine longobarda].

1) Sfera di gomma, cuoio, legno o altro materiale, con la quale si pratica alcuni giochi: palla da tennis, da biliardo; prendere la palla; giocare a palla. Nelle loc.: batter palla, dare avvio al gioco; rimandare la palla, mandarla di nuovo nella metà campo avversaria; rimettere la palla, riportarla in gioco, dopo un'interruzione per fallo laterale e di fondo; tagliare la palla, imprimerle una traiettoria non facilmente intuibile dall'avversario; prendere la palla al balzo, fig., cogliere l'occasione propizia; essere in palla, fig., sentirsi in ottime condizioni fisiche. In particolare: palla goal, nel calcio, tiro con cui si sarebbe potuta realizzare una rete; palla basca, altro nome della pelota; palla base (o pallabase, o palla a base), nome italiano del baseball; palla al cesto, nome meno usato per pallacanestro; palla ovale (o pallaovale), nome italiano del rugby.

2) Grossa sfera di ferro o piombo che si legava ai piedi dei carcerati; fig.: mettere una palla al piede di qualcuno, impedirlo, ostacolarlo.

3) Denominazione generica di oggetti a forma sferica: una palla di neve; palla dell'occhio, familiare, globo oculare. In particolare: motivo ornamentale di guglia a forma sferica; piccola sfera di legno (bianca per il sì e nera per il no) usata un tempo per le votazioni.

4) Sfera di pietra o di ferro, di diverse grandezze secondo i calibri, usata come proiettile dalle artiglierie. Passò in seguito a designare genericamente il proietto d'artiglieria anche quando il medesimo perse la forma sferica per assumere quella cilindro-conica. In antico si avevano vari tipi di palla: palla a stella, proietto diviso in più sezioni che, sparando, si spezzava a raggiera; palla fumifera, ossia piena di sostanze fumogene e spesso venefiche; palla incendiaria, contenente sostanze infiammabili; palla uncinata, fornita di graffi per lacerare, nei tiri navali, vele, sartie, ecc.

5) Figura araldica di gran nobiltà ma poco frequente. Compare nello stemma dei Medici che portarono 6, 7 e 8 palle rosse, poi ridotte a 5 in campo d'oro; una sesta palla azzurra caricata di 3 gigli d'oro fu aggiunta per concessione di Luigi XV di Francia.

Sport

Strumento di gioco tra i più diffusi in ogni tempo, costituito da una sfera di materiale (cuoio, stoffa, legno, avorio, metallo, gomma, materie plastiche, ecc.) e dimensioni diverse secondo le multiformi tecniche di gioco nelle quali viene usata; la palla può essere lanciata in aria e ripresa dai giocatori con le mani, coi piedi o innumerevoli altri strumenti in tutta un'infinita gamma di giochi che vanno dalle liberissime fantasie infantili ai giochi sportivi rigidamente codificati. Per la trattazione e la definizione delle molte varianti di svaghi infantili con la palla, di giochi sportivi e di veri e propri sport dal football, al cricket, dal golf alla pelota, dal ping-pong al tennis, dalla pallacanestro al polo, dai birilli alle bocce, al bowling, ecc., che si servono di palle e di terreni di gioco di natura diversissima, si rimanda alle singole voci. D'origine antichissima e forse connessa con la simbologia solare o celeste, come sembrerebbero confermare in tempi assai più recenti i giochi con la palla praticati dalle popolazioni dell'America precolombiana, il gioco della palla fu praticato come svago e in competizioni sportive nell'antica Grecia, come ci confermano numerose testimonianze letterarie (tra cui più antica quella d'Omero, Odissea, VI) e figurative in rappresentazioni vascolari e rilievi con atleti o fanciulle nell'atto di lanciare la palla. Nel mondo classico, in Grecia come in Roma, già si distinguevano in base ai materiali e alle dimensioni diversi tipi di palla (l'harpastum, la pila arenaria, la paganica, la pila trigonalis, il follis) e di giochi ed esercizi ginnici singoli, a coppie e a squadre; questi ultimi si svolgevano in veri campi di gioco all'aperto o al chiuso (sphaeristeria) spesso annessi alle terme, e assumevano il carattere di importanti e spesso violente competizioni sportive o “sferomachie”. In voga durante il Medioevo le competizioni a squadre: così si ha notizia in Inghilterra fin dal sec. X di un rudimentale gioco del football; in Francia, dal sec. XIV, dei giochi della soule, in campo di 300 m di lunghezza, con palla pesante, che due opposte squadre cercavano di far passare attraverso anelli sospesi a pali, e della paume (pallacorda); in Italia, e in particolare a Firenze, dal sec. XV, di un tipo di gioco del calcio analogo sebbene più rozzo e violento a quello attuale; e diffusamente in Europa, in diverse varianti, del gioco della pallamaglio.

Giochi

Si definisce palla avvelenata un gioco per ragazzi a squadre. Si getta in aria una palla e il giocatore che l'afferra deve percorrere tre passi e poi cercare, lanciandola, di colpire un avversario al tronco. Le altre parti del corpo sono considerate invulnerabili. Chi raccoglie la palla caduta, la rilancia in aria e il gioco continua. Vince la squadra che ha eliminato più avversari. § Palla da scanno è un'antico gioco da cui deriva quello del tamburello. La palla veniva colpita con una specie di racchetta detta scanno. § Palla indiana è un gioco al quale partecipano due squadre con un certo numero di giocatori, concordato prima della partita assieme alla durata della stessa. Ogni giocatore è provvisto di tre palle con le quali deve colpire gli avversari; inoltre può anche rilanciare quelle degli avversari. Il giocatore “toccato” viene eliminato. Vince la squadra che termina l'incontro con il maggior numero di giocatori. § Palla prigioniera è un gioco per ragazzi. Si formano due squadre che si dispongono in due campi divisi da una linea. Ogni giocatore a turno tira la palla nel campo avversario, cercando di non farla prendere. Se invece viene presa, egli passa come prigioniero in fondo al campo avversario e viene liberato solo se riesce ad afferrare la palla tirata dai suoi compagni. Vince la squadra che fa più prigionieri. § Palla rilanciata è un gioco eseguito da due squadre di 9 giocatori i quali, disposti a terziglie a distanza di 1,50 m una dall'altra, devono lanciare la palla nel campo avversario senza mai lasciarla cadere a terra. Il lancio iniziale viene sempre eseguito dal giocatore che è al centro della terziglia di mezzo. La partita va agli 11 punti e ogni palla finita a terra viene considerata un punto di svantaggio.