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panellenismo

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Definizione

sm. [da panellenico]. Corrente di pensiero politico fondata sull'ipotesi dell'unificazione in una sola entità statale di tutte le popolazioni greche che abitano la Penisola Balcanica, le isole dell'Egeo e le coste che si affacciano sullo stesso mare (vedi Megáli Idea).

Storia

Storicamente il panellenismo si rifà ai tempi dell'Impero bizantino, allorché il legame etnico e linguistico tra le popolazioni elleniche trovò un proprio corrispettivo a livello politico. Agli inizi del sec. XIX il pascià di Giannina, ʽAlī Tepedelenlī, ipotizzò la costituzione di un indipendente Stato greco-albanese e in tale prospettiva favorì la formazione di una classe politico-burocratica greca cosciente delle proprie possibilità. Il Patto di Londra del 1827 e la successiva indipendenza greca indussero non pochi rappresentanti di quella classe a credere nel panellenismo, movimento che fu successivamente incoraggiato dal Trattato di Sèvres, che nel 1920 diede alla Grecia la Tracia orientale, le isole egee e la zona di Smirne. Le speranze dei fautori del panellenismo furono però frustrate dalla guerra greco-turca (1921-22) in seguito alla quale la Grecia dovette abbandonare l'importante centro di Smirne e rassegnarsi col Trattato di Losanna a riconoscere l'integrità territoriale della Turchia e rinunciare alle proprie rivendicazioni territoriali in Asia Minore. In epoca più recente a teorie genericamente panellenistiche si richiamò il generale cipriota G. Grivas, che ebbe un ruolo di primo piano nella lotta per l'indipendenza dell'isola dalla Gran Bretagna (1960) e che nel 1971, con l'appoggio del governo militare greco, fomentò la rivolta contro il governo dell'arcivescovo Makários per favorire l'unificazione dell'isola alla Grecia. Il colpo di stato filoellenico del 1974 non fece che accentuare la divisione delle due comunità con la parte settentrionale dell'isola occupata dalla Turchia: situazione che, nonostante le iniziative di mediazione internazionale, si protrae. Nuove manifestazioni di panellenismo si verificavano nel 1992 in occasione della proclamazione dell'indipendenza (1991) dell'ex Repubblica iugoslava della Macedonia. Contro la nuova entità statale insorgevano i Greci, che con imponenti manifestazioni rivendicavano il carattere esclusivamente greco del termine Macedonia. L'ampiezza della mobilitazione portavano lo stesso governo socialista greco di Papandréou a inasprire i toni della polemica rompendo (ottobre 1993) i negoziati in corso con la Macedonia per la definizione della denominazione di quello Stato. La forte ostilità greca riusciva persino a congelare per un certo tempo il riconoscimento internazionale del nuovo Stato che veniva ammesso all'ONU solo nell'aprile 1993, come “ex Repubblica iugoslava di Macedonia”. L'affievolirsi delle spinte nazionalistiche nella società greca e l'isolamento delle posizioni più radicali portarono nell'ottobre 1995 alla revoca del blocco commerciale attuato dai Greci e la Macedonia veniva ammessa nell'OCSE

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