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pantògrafo

sm. [sec. XIX; panto-+-grafo].

1) Strumento basato sul principio della similitudine delle figure geometriche piane, atto alla riproduzione, in scale prefissate, diverse dall'originale, di disegni, stampati e modelli anchetridimensionali. Consiste essenzialmente in un parallelogramma articolato in cui il punto O "Per lo schema di funzionamento vedi il lemma del 14° volume." "Vedi la figura a pagina 415 del XVI volume." è fisso, il punto A (punto conduttore) segue il tracciato da riprodurre e il punto B (punto ripetitore), in corrispondenza del quale si trova una punta scrivente, traccia il disegno ingrandito. Per comprendere in modo intuitivo il funzionamento del pantografo, si consideri una configurazione, dove il punto A è allineato con O e B. I triangoli OEA e ACB sono simili e rimangono tali anche quando la configurazione del sistema viene modificata, dato che i lati opposti del parallelogramma restano paralleli. Ne consegue che, pur variando i valori degli angoli α, β e γ, l'angolo formato dalle aste AO e AB, pari alla somma α+β+γ, è sempre pari a un angolo piatto: i punti O, A e B rimangono quindi sempre allineati e, quando la punta tracciante A viene spostata di un tratto l₁, la punta scrivente B si sposta di un tratto di lunghezza .

2) Nella tecnologia meccanica, macchina per riprodurre, con dimensioni diverse e variabili secondo le necessità (e di solito minori rispetto a quelle dell'originale) modelli a due o tre dimensioni: numeri o lettere, bassorilievi, ecc. I pantografi tridimensionali monomandrino sono usati nella fabbricazione di stampi (in particolare per la realizzazione dei punzoni dai quali derivano i coni per produrre monete o altri piccoli oggetti); quelli a più mandrini (fino a 10) per la riproduzione in grande serie di sculture in legno che spesso sono poi vendute come opera di artigianato locale. Nei pantografi a controllo numerico non sono necessarie le tradizionali matrici, da seguire a mano: il calcolatore consente infatti la riproduzione di lettere di qualsiasi forma, e di altezza fino a 500 mm.

3) Apparecchio, detto anche archetto, di cui sono dotate le locomotive elettriche e le elettromotrici per captare la corrente dalla linea aerea. È costituito da una intelaiatura di acciaio posta sul tetto del veicolo, portante uno o più contatti striscianti. L'azionamento del pantografo è sempre automatico: il sollevamento avviene mediante molle che devono fornire anche la necessaria pressione di contatto, e l'abbassamento è a comando pneumatico.