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paradòsso¹

sm. [sec. XVI; dal latino paradoxum, dal greco parádoxon, neutro di parádoxos, straordinario, eccezionale].

1) Affermazione, opinione e sim. che è o si mostra contrastante con l'opinione comune o con la verosimiglianza (specialmente nell'uso filosofico): ciò che dici è un paradosso; per estensione, idea, affermazione stravagante, che mira a colpire e sorprendere: è uno scrittore amante dei paradossi. ❏ La riduzione di una tesi a paradosso era uno dei mezzi di confutazione dei sofisti. Nella filosofia esistenzialistica, il paradosso è l'affermazione del carattere irrazionale e superiore della fede, esprimente, come determinazione ontologica, il rapporto tra l'uomo e Dio.

2) In logica, sinonimo di antinomia nel senso di contraddizione logica. Dal punto di vista dell'uso in logica è tuttavia preferibile quest'ultimo termine, in quanto paradosso è sovente usato, nel linguaggio scientifico, anche per designare giudizi che in apparenza contrastano con l'esperienza comune, ma che risultano validamente formulati o anche per designare giudizi che comunque risultano sorprendenti. In particolare, in matematica, per i paradosso dell'infinito, vedi infinito.

3) In fisica, fenomeno che, esaminato in modo superficiale, appare come contrario a principi fisici di carattere generale, mentre viene spiegato con un esame critico più approfondito. Per esempio, il cosiddetto paradosso idrostatico consiste nel fatto che se recipienti di forma diversa, ma di uguale area di base, contengono lo stesso liquido ed è uguale il livello di questo rispetto al fondo, la forza agente sul fondo è uguale per tutti: la spiegazione di questo fenomeno si trova alla luce del principio di Stevino. Altri noti paradossi, sono per esempio, il paradosso di d'Alembert e il paradosso dei gemelli o paradosso degli orologi (vedi relatività).