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parotite

sf. [da parot(ide)+-ite]. Malattia virale acuta caratterizzata principalmente da tumefazione delle ghiandole parotidi. La forma clinica più comune è quella epidemica, detta pure orecchioni. Dopo un periodo di incubazione di 15-20 giorni inizia acutamente con febbre, malessere, tumefazione di una ghiandola (e successivamente anche dell'altra) con dolori locali che aumentano durante la masticazione. Spesso la malattia si estende alle altre ghiandole salivari, sottomascellari e sottolinguali, e interessa pure in forma lieve le meningi. È una malattia endemica in tutto il mondo e in tutte le stagioni; può dare complicazioni orchitiche (orchite) od ovariche mono- o bilaterali e pancreatiti acute. Si cura con riposo a letto e con sintomatici (analgesici e antipiretici). La profilassi si attua con l'isolamento scrupoloso dei malati che deve prolungarsi per tre settimane. È disponibile un vaccino allestito con virus vivo e attenuato che conferisce una duratura immunità.