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parto (medicina)

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Lessico

sm. [sec. XIV; dal latino partus -us, da parĕre, generare, partorire]. Espulsione spontanea o strumentale del feto e dei suoi annessi dall'organismo materno: si è ricoverata in ospedale per il parto; per estensione, il neonato, la creatura partorita: “Del tuo parto gentil figliuola e madre” (Petrarca). Fig., prodotto, opera dell'ingegno umano: un felice parto letterario; è un parto della sua mente malata, di cosa priva di fondamento, immaginata per lo più per prevenzione o malanimo; parto della fantasia, bugia, cosa non vera. Fig. lett., il parto della montagna, risultato, evento molto inferiore all'aspettativa (con riferimento alla favola esopica della montagna che partorì un topo).

Medicina: le fasi del parto

"Per le fasi del parto cefalico e del parto podalico vedi disegni al lemma del 14° volume." A seconda di come avviene, il parto si distingue in normale (o fisiologico o eutocico) se si verifica spontaneamente "Per la rappresentazione schematica delle varie fasi del parto cefalico e di quello podalico vedi le figure a pagina 501 del XVI volume." e in anormale (o patologico o distocico) quando, in seguito all'insorgenza di complicanze od ostacoli al suo espletamento, è necessario l'intervento attivo dell'ostetrico. Il parto a termine si verifica da 275 a 295 giorni dopo l'inizio dell'ultima mestruazione; il parto è detto precoce se avviene tra il 265º e il 275º giorno, prematuro se avviene tra il 180º e il 265º, abortivo se prima del 180º giorno dall'inizio dell'ultima mestruazione. Il parto è definito tardivo (o serotino od oltre il termine) se ha luogo dopo il 295º giorno. L'insieme dei fenomeni generali e locali che precedono l'espulsione del feto costituiscono il travaglio di parto. § Nell'utero di una donna gravida a termine, il feto assume una posizione verticale con la testa rivolta in basso nel 95% dei casi: questa situazione preferenziale è determinata dal suo adattamento alla cavità uterina che ha una forma ovoidale con un grosso polo in alto e uno piccolo in basso. Prima di giungere all'esterno il feto deve procedere attraverso un canale muscolo-elastico (canale del parto) costituito dal segmento inferiore uterino (che corrisponde all'istmo dell'utero non gravido), dal collo uterino, dalla vagina e dalla vulva. Il canale muscolo-elastico è circondato a distanza da una barriera ossea, il piccolo bacino o piccola pelvi, che ne limita la capacità di dilatazione. Il segmento inferiore e il collo dell'utero sono il primo ostacolo che il feto incontra nella sua progressione attraverso il canale del parto; il collo uterino, per permettere il passaggio del feto, dapprima si appiana ai bordi per cui il canale cervicale diventa un orifizio, la bocca uterina; quest'ultima poi si dilata progressivamente fino a permettere il passaggio della testa del feto (dilatazione completa). La vagina, assai più elastica del collo uterino, viene superata agevolmente. Il piccolo bacino non è di solito un ostacolo alla progressione del feto ma obbliga però quest'ultimo a compiere determinati movimenti. I fenomeni dinamici del parto sono dovuti alle progressive modificazioni che subisce il canale del parto: nel periodo prodromico si ha una distensione del segmento inferiore, una dilatazione dell'orifizio uterino interno, del canale cervicale e un appianamento del collo uterino con formazione del canale cervicale; si ha spesso la perdita del tappo mucoso. Le contrazioni sono di modesta entità, si presentano ogni 10-15 minuti e durano 30-40 secondi. Nel periodo dilatante la bocca uterina si dilata fino a permettere il passaggio della testa fetale e le membrane che avvolgono il liquido amniotico, in cui è immerso il feto, si distaccano dal segmento inferiore che si espande formando la borsa delle acque che successivamente si rompe. La durata del parto varia moltissimo secondo le circostanze nelle quali si svolge. Il periodo dilatante dura generalmente 6-10 ore nelle primipare, meno nelle multipare, mentre il periodo espulsivo, caratterizzato dall'estensione della vagina, del piano perineale e dell'anello vulvare e, alla fine, dall'espulsione del feto, dura da 30 minuti a 2-3 ore. Il periodo del secondamento comprende l'espulsione della placenta e delle membrane. § Il parto pilotato. È un metodo di conduzione del travaglio di parto che fa uso di terapie medicamentose (sostanze ossitociche, eventualmente in associazione con farmaci antispastici) per accelerare il travaglio e farlo evolvere nel modo migliore.

Medicina: il parto psicoprofilattico

È eseguito dalla gestante secondo le tecniche psicoprofilattiche che mirano a realizzare l'attenuazione del dolore durante il parto mediante la rimozione delle cause di natura psicologica che in genere provocano paura, tensione e reazioni anormali nella gestante. Tra i diversi metodi utilizzati a tale scopo, bisogna innanzitutto distinguere quelli basati esclusivamente sul controllo psicologico del dolore da quelli che si avvalgono della somministrazione di farmaci anestetici che mirano alla soppressione pressoché totale del dolore. Per quanto riguarda i primi, essi sono molto diffusi e consistono nell'apprendimento di particolari tecniche di respirazione e di concentrazione mentale su parti del proprio corpo (training autogeno). Il fine è quello di dominare la sensazione dolorosa e di interrompere il circolo vizioso dolore-aumento della tensione muscolare-aumento del dolore. L'utilità di queste tecniche è molto variabile e dipende dall'esistenza o meno di pregresse esperienze di training o simili (per esempio yoga), dalla costituzione psichica e dal livello culturale. Nei casi in cui si riesca a ottenere un reale beneficio da queste tecniche di rilassamento, la paziente può collaborare con l'ostetrico per rendere più veloce l'espletamento del parto e può anche facilitare il recupero delle energie a parto avvenuto. I metodi di soppressione del dolore con farmaci anestetici si riassumono sostanzialmente nell'anestesia epidurale o spinale che consiste nell'introduzione, in corrispondenza della fuoriuscita dei nervi dal midollo spinale deputati all'innervazione dell'utero e del perineo, di quantità stabilite di anestetico in modo da eliminare il dolore senza alterare lo stato di coscienza della donna, che rimane vigile e perfettamente in grado di seguire attivamente le varie fasi del parto. In questo modo si riducono sensibilmente le dosi di anestetico, non si hanno ripercussioni generali sull'organismo e si eliminano le contrazioni muscolari riflesse indotte dal dolore che rendono difficoltosa la distensione delle strutture anatomiche che formano il canale del parto. L'anestesia per via epidurale, se effettuata tecnicamente bene da personale esperto, non presenta inconvenienti e può essere ripetuta in tutti i parti successivi. Altri presidi farmacologici sono rappresentati dagli antispastici, utilizzati soprattutto durante il periodo dilatante, e dagli analgesici per via generale, mentre di scarso impiego è l'anestesia per via inalatoria.

Medicina: complicanze del parto

Durante le fasi di svolgimento del parto, si possono verificare alterazioni più o meno gravi che comportano travagli lunghi e difficili e possibili rischi per la madre e per il feto. Garanzia di un parto normale è la regolarità delle contrazioni dell'utero, che assicura la progressione del feto lungo il canale del parto. Alterazioni di questo parametro sono l'insufficienza contrattile e l'eccesso di contrattilità ai quali si unisce l'eventualità di una contrattilità irregolare, con accessi di contrazione spastica alternati a periodi di inerzia, oppure contrazioni di segmenti di parete uterina senza quelle delle altre parti dell'organo. In tutti questi casi bisogna evitare che si instauri una condizione di sofferenza fetale e il pericolo di infezioni dopo la rottura del sacco amniotico nel caso di insufficiente contrattilità uterina. Altre complicanze si possono verificare nel caso di feti di peso eccedente (feti macrosomi), per i quali è effettuato il parto cesareo, a causa soprattutto del difficoltoso impegno della testa. Particolarmente grave, anche se rara, è la rottura dell'utero, alla quale predispone specialmente l'esistenza di una cicatrice da pregresso intervento, per esempio un taglio cesareo, rottura che può essere scatenata da un'eccessiva contrazione della parte d'utero più debole, oppure da un'incongrua manovra ostetrica. Infine, di frequenza variabile è l'incidenza di emorragie che possono verificarsi soprattutto durante l'estrazione degli annessi e della placenta (secondamento) e che, se gravi, possono provocare ipotensione e shock nella madre.

Diritto

Il momento del parto è rilevante a vari effetti: col parto sorge un nuovo soggetto di diritto, purché il nato sia vivo, anche se non vitale; dal momento del parto viene meno il divieto temporaneo di nuove nozze della donna divorziata entro i 300 giorni successivi allo scioglimento o annullamento del suo matrimonio. Supposizione di parto, reato di chi fa figurare nei registri dello stato civile una nascita inesistente; è punito con la reclusione da tre a dieci anni.