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passàggio

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Lessico

sm. [sec. XIII; dal francese passage, da passer, passare].

1) Il passare per un luogo o da un luogo a un altro: il passaggio del treno sul ponte; anche insieme di persone, di animali, di veicoli che passano per un luogo: il passaggio dei dimostranti per le vie; strada di grande passaggio. Nelle loc.: essere di passaggio, fermarsi in un luogo per poco tempo; di passaggio, di sfuggita; luogo di passaggio, per cui si passa spesso o in cui passa molta gente. In particolare, attraversamento: annegò durante il passaggio di un fiume.

2) Viaggio compiuto su una nave e il relativo prezzo; traversata: il passaggio è stato tranquillo; tragitto concesso a qualcuno gratuitamente su un veicolo per un breve tratto: dare, offrire un passaggio.

3) Fig., il passare da una condizione a un'altra, trapasso: il passaggio dall'inverno alla primavera; ottenere il passaggio di categoria. Non comune, il grande passaggio, la morte. In particolare, cambiamento: il passaggio dei poteri;passaggio di proprietà, cambiamento di proprietario per vendita, cessione, ecc. Con accezioni specifiche: A) in fisica, passaggio di stato, la trasformazione di una sostanza da uno stato di aggregazione a un altro; è per esempio un passaggio di stato il congelamento di una certa quantità d'acqua. B) In cinematografia, passaggio di mascherino, passaggio di scena analogo alla dissolvenza ottenuto in ripresa o in stampa per mezzo di mascherini. C) In geologia, variazione sedimentologica o di facies all'interno di un corpo roccioso. Il passaggio può essere graduale o sfumato, quando le caratteristiche del membro roccioso inferiore variano lentamente verso quelle del membro superiore o laterale, oppure brusco o netto, quando è sottolineato da un repentino cambiamento di caratteristiche. Spesso i passaggi bruschi sono legati a contatti tettonici. Quando la variazione all'interno del corpo roccioso si verifica dal basso verso l'alto si parla di passaggio stratigrafico verticale, quando, invece, tale variazione si rinviene in senso orizzontale, si parla di passaggio laterale o di eteropia laterale.

4) Il passare qualche cosa a qualcuno: in particolare, negli sport della palla, il palleggiamento verso un compagno di squadra (nel baseball, sinonimo di tiro): passaggio di testa; gioco impostato su continui passaggi.

5) Luogo per cui si passa, varco, apertura: un passaggio comodo; aprire, chiudere il passaggio;passaggio a livello; passaggio pedonale, vedi pedonale. In particolare, stretto braccio di mare, canale. Nella loc. passaggio obbligato, per cui si deve necessariamente passare; fig., situazione che si deve affrontare per raggiungere un dato scopo: l'esame di maturità è un passaggio obbligato per accedere all'università. Fig., passo di un autore, di un'opera: un passaggio lirico, drammatico; nel racconto ci sono alcuni passaggi interessanti. Con accezioni specifiche: A) in marina, passaggio della coffa, lo stesso che buco del gatto; passaggio di una manovra o di un cavo, la via che questi seguono per la funzione cui sono destinati. B) Nell'atletica, il quinto tempo del salto con l'asta, corrispondente al superamento dell'asticella. Sempre nell'atletica e nell'ippica, il superamento di qualsiasi ostacolo. Nello sci, passaggio di Salvisberg, il tracciato obbligato per lo sciatore che deve poi superare una porta aperta e due chiuse consecutivamente. C) In astronomia, transito attraverso il disco del Sole di uno dei pianeti inferiori, o attraverso il disco di Giove di uno dei suoi satelliti; il passaggio di questi ultimi è fenomeno abbastanza frequente; il passaggio di Mercurio avviene in media ogni 8 anni, mentre il passaggio di Venere è molto più raro: gli ultimi passaggi sono avvenuti nel 1874 e nel 1882, mentre il prossimo avverrà nel 2004. È anche sinonimo di culminazione superiore di un astro.

6) Strumento dei passaggi, strumento astronomico, simile per il principio di funzionamento al cerchio meridiano (vedi telescopio) ma dotato di cerchi graduati di minore precisione; il fascio luminoso proveniente da una stella è deviato da un prisma nella direzione est-ovest, così da non richiedere il movimento dell'osservatore. Lo strumento viene impiegato principalmente per il controllo del tempo.

Diritto

Passaggio coattivo, diritto del proprietario di un fondo chiuso fra fondi altrui e senza accesso alla strada pubblica a passare sul o sui fondi non suoi per raggiungere la strada pubblica per il passaggio più diretto e con il minor incomodo possibile per i padroni dei fondi serventi. Sono esenti dalla servitù di passaggio le case, i cortili, i giardini e le aie annesse. Il passaggio deve essere consentito anche se il proprietario ha sì il passaggio alla pubblica via, ma esso è del tutto inidoneo ai servizi del fondo. La concessione del passaggio è data dal giudice, previo accertamento della sua effettiva necessità. In ogni caso colui che fruisce del passaggio è tenuto a indennizzare il padrone del fondo servente in proporzione al mancato rendimento del terreno adibito a passaggio; cessando la necessità del passaggio, la cessazione della servitù deve essere richiesta dal padrone del fondo servente o da chi lo fruiva. Regolamenti particolari dettano le norme per il passaggio di linee teleferiche, di funicolari e di condutture elettriche.

Trasporti: ferrovie

È detto passaggio a livello l'intersezione di un binario con una strada ordinaria. Per limitare la lunghezza del tratto in comune, la ferrovia e la strada normale devono intersecarsi secondo un angolo non inferiore a 45º. La strada ferrata richiede in corrispondenza di un passaggio a livello particolari disposizioni costruttive perché il binario, al passaggio dei treni, sia libero da ogni ostacolo e perché i veicoli stradali possano attraversare i binari senza incontrare bruschi dislivelli. A questo scopo si prolunga, dal lato esterno, la pavimentazione stradale fino al fungo della rotaia, mentre dal lato interno si dispongono due controrotaie che sorreggono la pavimentazione stradale in corrispondenza del binario. Il binario, in corrispondenza del passaggio a livello, deve essere rafforzato diminuendo l'interasse delle traverse fino a 0,60 m ottenendo così anche il vantaggio di aumentare il numero degli attacchi e di conseguenza la stabilità della controrotaia che ha tendenza a rovesciarsi per l'azione delle ruote che percorrono le strade ordinarie. La legge dispone che: se il passaggio a livello è provvisto di barriere, queste debbono essere dipinte esternamente a strisce bianche e rosse, integrate da dispositivi a luce riflessa rossa; se è senza barriere, deve essere segnalato nell'immediata vicinanza dalla croce di S. Andrea, che deve essere doppia se la linea è a due o più binari, oppure deve essere provvista di segnalazione luminosa (due luci rosse lampeggianti alternativamente all'avvicinarsi dei treni e accompagnate da un segnale acustico).

Religione

Sono noti come riti di passaggio, dopo lo studio fondamentale di A. Van Gennep, Les rites de passage (1909), i riti celebrati in connessione con un cambiamento di condizione, concernente o una persona, o un gruppo umano, o un luogo, o un oggetto. Per quanto riguarda le persone i cambiamenti ritualizzati o ritualizzabili cominciano dalla nascita e finiscono con la morte: alcuni sanciscono il passaggio dalla condizione di non-nato a quella di nato; altri, il passaggio alla condizione di adulto, a quella di uomo o donna sposati, all'inizio di una particolare attività o a una particolare carica sociale; e infine altri riti sanciscono il passaggio dalla condizione di vivo alla condizione di morto (riti funerari). Un gruppo umano può rilevare ritualmente il suo passaggio dalla condizione di pace a quella di guerra, e viceversa; di solito un rito appropriato rileva la fine e l'inizio dell'attività economica stagionale e, in astratto, il passaggio stesso attraverso le stagioni dell'anno, e il passaggio da un anno all'altro. Per quanto riguarda i luoghi, gli oggetti, edifici, ecc., i riti di passaggio sostanzialmente s'identificano con le inaugurazioni, intese in senso generico. Lo scopo dei riti di passaggio è quello di riscattare alla cultura certe realtà naturali ritenute pericolosamente fuori della portata di un'azione umana. Il rito, ossia proprio l'azione umana, sottrae fatti di importanza esistenziale alla loro realtà naturale e li trasferisce nella realtà culturale, o, in altri termini, nell'ordine che governa la vita del gruppo umano e fa di esso una società. Da un punto di vista sociologico si può notare il riferimento costante di ogni rito alla società: da quelli della nascita, mediante i quali la società prende atto dei nuovi elementi, ai riti d'iniziazione tribale, che trasformano i giovani in membri adulti della società, ai riti funebri che sanzionano la perdita di un membro. Il tutto è così collegato che se un neonato muore prima di aver subito il rito di nascita, non ha diritto al rito funebre: la società, che non ha mai preso atto della sua esistenza, non deve rilevare la sua perdita. Secondo lo schema fornito da Van Gennep, in un rito di passaggio vanno distinti tre momenti: il distacco dalla condizione precedente, il margine in cui si è lasciata la vecchia condizione ma non si è ancora passati alla nuova e l'aggregazione alla nuova condizione. Nei riti concernenti persone, il distacco è spesso realizzato con riti di mortificazione, come se il soggetto morisse alla vecchia condizione; il margine contempla un comportamento ritualizzato, inteso a definire uno stato anormale o “incivile” (nudità, segregazione nel bosco, cibi insoliti, ecc.); l'aggregazione esige cerimonie che alludono a una specie di “rinascita” e una finzione rituale che giunge persino a prescrivere al soggetto un comportamento da neonato a cui si deve insegnare a parlare e a camminare.