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passapòrto

sm. [sec. XVI; impt. di passare+porto, nell'ant. significato di posto di passaggio]. Documento rilasciato dal ministro degli Affari Esteri (e per sua delega dai questori), con il quale ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica italiana. La concessione del passaporto è subordinata alle norme della legge n. 1185 del 21 novembre 1967. I passaporti sono: ordinari, speciali, diplomatici o di servizio. Il passaporto ordinario è individuale e viene concesso a chi abbia compiuto il decimo anno di età e ai minori di dieci anni con i dovuti assensi. Non possono ottenere il passaporto: i genitori con prole minore senza il consenso dell'altro genitore non legalmente separato e dimorante nel territorio nazionale o, in mancanza, senza l'assenso del giudice tutelare; coloro per i quali sia stata emanata una misura di custodia cautelare; i sottoposti a pena restrittiva della libertà personale o a misure di sicurezza; coloro che siano obbligati al servizio militare di leva (con i dovuti nullaosta e per periodi limitati possono averlo anche coloro che sono obbligati al servizio militare). I passaporti speciali sono collettivi e vengono rilasciati a gruppi da 3 a 50 persone che si vogliano recare temporaneamente all'estero per motivi culturali, religiosi, sportivi o turistici. Il passaporto diplomatico è rilasciato ai rappresentanti diplomatici e consolari e ad alcuni grandi dignitari dello Stato. Il titolare di passaporto diplomatico che viaggia all'estero gode per antica consuetudine di alcuni privilegi, tra i quali ha particolare rilievo l'esenzione dal controllo doganale e valutario. Il passaporto di servizio, infine, è rilasciato ai funzionari cui è attribuita una particolare missione dallo Stato. Il ritiro del passaporto è misura amministrativa di sicurezza comminata a indiziati di certi reati. Il ministro degli Affari Esteri, in circostanze eccezionali, può sospendere temporaneamente o limitare il rilascio di passaporti o disporre il ritiro di quelli già rilasciati. Ciò può verificarsi per motivi di sicurezza internazionale o sicurezza interna, o quando la vita, la libertà e la salute dei cittadini possono correre gravi pericoli in determinati Paesi. La consegna dei passaporti è, nel diritto internazionale, un modo d'estinzione di una missione diplomatica o di un singolo agente “non gradito” allo Stato presso il quale è accreditato. La consegna dei passaporti a un'intera missione rappresenta un provvedimento eccezionale il cui effetto si estende dalla rottura delle relazioni diplomatiche al preludio di una dichiarazione di guerra. La carta d'identità è documento equipollente al passaporto per i cittadini degli Stati aderenti alla Comunità Europea o segnatari di accordi particolari come la Svizzera.