Questo sito contribuisce alla audience di

peristalsi

sf. [sec. XIX; da peristaltico]. Processo fisiologico che nell'intestino consente la progressione del chimo in senso oro-caudale. I movimenti peristaltici consistono nell'avanzamento di una profonda contrazione circolare dell'intestino (onda peristaltica) che si forma in seguito alla distensione meccanica della parete. Onde peristaltiche si osservano non solo nell'intestino tenue e nel colon, ma anche nell'esofago, nello stomaco e in alcuni distretti extra-intestinali, come gli ureteri. L'attività peristaltica del tubo digerente è dovuta alla presenza nella parete intestinale di un plesso nervoso (plesso mioenterico di Auerbach), i cui neuroni vengono attivati dalla distensione della mucosa, determinando in risposta la contrazione della muscolatura liscia circolare. Ogni movimento peristaltico interessa una zona limitata dell'intestino e ha la durata di ca. 7-8 secondi. Durante la peristalsi, oltre all'avanzamento del chimo, si ha anche la sua rotazione in senso antiorario. Tale fenomeno è importante perché consente il rimescolamento del chimo e un suo migliore contatto con la mucosa assorbente e con i succhi digestivi. Talora il movimento peristaltico può avere direzione retrograda e quindi spingere il chimo in direzione caudo-craniale. I movimenti peristaltici retrogradi hanno importanza particolare nel duodeno, poiché il reflusso del contenuto duodenale verso la stomaco permette la neutralizzazione dell'acidità gastrica (digestione).