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piède

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Lessico

sm. [sec. XIII; latino pes pedis].

1) Ultimo segmento dell'arto inferiore dell'uomo, quello che poggia a terra e permette di camminare; per analogia, l'estremità distale degli arti degli animali; in particolare, l'ultimo segmento dei soli arti posteriori. In molte loc. estens. e fig.: muovere i piedi, camminare; andare a piedi, spostarsi da un luogo a un altro senza servirsi di un mezzo di trasporto; in piedi, in posizione eretta; stare in piedi, mantenersi ritto, in equilibrio; fig., poggiare su qualche cosa di sicuro, avere una base logica: sono ragionamenti che non stanno in piedi; anche funzionare bene: la società non sta in piedi senza le leggi; mettere in piedi, preparare, allestire, rendere funzionante: mettere in piedi uno spettacolo; tenere in piedi, sostenere, conservare, mantenere in funzione; mettere piedi in un luogo, andarvi; restare a piedi, non riuscire a salire su un mezzo di trasporto; fig., restare privo di mezzi, subire una delusione; puntare i piedi, rifiutarsi di andare avanti; fig., ostinarsi, incaponirsi; mettere i piedi in testa, sul collo a uno, opprimerlo, tenerlo soggetto; mettere qualcuno sotto i piedi, umiliarlo, maltrattarlo; andare con i piedi di piombo, agire con molta cautela; mettere un piede in fallo, inciampare, perdere l'equilibrio; fig., commettere un errore; essere, stare sempre tra i piedi, seccare, dar fastidio con la propria presenza e invadenza; togliersi, levarsi dai piedi, andarsene smettendo di dare fastidio; pestare i piedi, batterli al suolo in segno di rabbia, di stizza e simili; pestare i piedi a qualcuno, dargli noia, intralciarlo in qualche cosa; tenere i piedi in due staffe, in due scarpe, barcamenarsi, fare il doppio gioco; essere sul piede di, pronto per fare qualche cosa: essere sul piede di partenza, essere sul piede di guerra; essere, mettere su un piede di parità, in condizione di parità; stare con i piedi per terra, agire ponderatamente, tenendo conto della realtà; aiutarsi con le mani e con i piedi, servirsi di ogni mezzo per raggiungere qualche cosa; lavorare con i piedi, molto male; cosa fatta coi piedi, senza nessuna cura; essere con un piede nella fossa, essere gravemente ammalato; gettarsi, buttarsi ai piedi di qualcuno, per supplicarlo in segno di sottomissione; avere tutto il mondo ai propri piedi, essere venerato, servito da tutti; cadere in piedi, uscire senza danno da una situazione pericolosa; sentirsi mancare la terra sotto i piedi, sentirsi perduto, in balia degli avvenimenti; da capo a piedi, da cima a fondo, totalmente; su due piedi, subito, senza riflettere; a piede libero, di imputato sottoposto a processo ma che non è in stato di arresto; piede di perno, nel baseball, quello del lanciatore che sta fisso a terra nel momento del lancio.

2) In zoologia, ispessimento del rivestimento muscolo-cutaneo ventrale dei Molluschi, con forma, dimensione e funzione diverse: nei Gasteropodi, per esempio, occupa tutta la faccia ventrale del corpo e permette all'animale di strisciare; nei Cefalopodi è trasformato a costituire i tentacoli e l'imbuto, mentre nei Bivalvi è ridotto e viene usato per scavare o per compiere piccoli salti.

3) La parte inferiore di un oggetto, la base sulla quale esso poggia: il piede della colonna; i piedi del tavolo. Anche, la base del fusto di una pianta. Nella loc.: prender piede, di pianta, attecchire; fig., affermarsi, diffondersi: un'usanza che ha preso piede in tutta la regione. In particolare: A) in tipografia, superficie inferiore del fusto del carattere mobile da stampa. B) In geometria, piede della perpendicolare è il punto di una retta (o di una curva, o di un piano, o di una superficie) per il quale viene condotta la perpendicolare. C) In meccanica, piede di biella, vedi biella. D) In marina, piede o piè d'albero, la zona del ponte più alto attorno all'albero, occupata sui velieri da cavigliere e pazienze; piede fuoribordo, l'appendice del motore fuoribordo che si protende in acqua e sopporta l'elica. E) Nella pesca, piede della canna, la parte inferiore in cui si trovano l'impugnatura e il mulinello. F) Nella ginnastica, piede dell'asse, il sostegno su cui viene appoggiata l'asse di equilibrio. G) Fig. nelle bocce, piede di gioco, la linea oltre la quale non si possono giocare né pallino né bocce; inoltre è lo spazio valido dove deve essere giocato il pallino e si trova, generalmente, a sette metri dalla linea di fondo.

4) Oggetto di forma più o meno simile a un piede. In particolare, in marina, piede di pollo, nodo fatto al capo di un cavo, intrecciandone i legnuoli, per formare un ringrosso di diametro doppio di quello del cavo stesso.

5) In metrologia, termine italiano per la unità di misura inglese .

6) In numismatica, piede ponderale, sistema ponderale in base al quale sono tagliate le monete. Nell'antichità e nel Medioevo e in epoca moderna fino alla Rivoluzione francese esistevano diversi piedi ponderali, basati nel mondo greco sullo statere e sulla dramma, nel mondo romano e in quello medievale sulla libbra. Dopo la Rivoluzione francese, con l'affermarsi del sistema metrico decimale, anche il peso delle monete è calcolato quasi ovunque in grammi.

7) Nella metrica greca e latina, gruppo di sillabe brevi e lunghe riunite sotto un accento ritmico (ictus). Deriva il nome dal fatto che i Greci segnavano il tempo col piede. Nella metrica italiana dicesi piede (primo piede e secondo piede) ciascuna delle due parti in cui si suddivide la fronte della canzone petrarchesca.

Anatomia umana

Il piede per la sua robustezza scheletrica è adatto come organo di sostegno nella stazione eretta e nella deambulazione. La superficie superiore è convessa (dorso del piede) e forma con la porzione distale della gamba un piano inclinato (collo del piede); la superficie inferiore (pianta) è arcuata per la presenza di una concavità centrale (volta), cosicché il piede non appoggia al suolo con tutta la pianta, ma solo con tre punti (pilastri del piede); la regione posteriore, arrotondata e sporgente, è detta tallone. Il piede ha un'impalcatura scheletrica composta da 26 ossa, suddivisibili in tre gruppi: tarso, metatarso e ossa falangee. Il primo gruppo, il più prossimale, è articolato con le ossa della gamba (tibia e perone); comprende 7 ossa brevi disposte su due file, fra loro collegate dall'articolazione tarsica: posteriormente astragalo e calcagno, anteriormente cuboide, scafoide e tre cuneiformi. Le ossa metatarsali (metatarsi) sono 5 e vengono distinte con numeri progressivi, dall'interno all'esterno; esse formano la parte centrale dello scheletro del piede e mediante l'articolazione tarso-metatarsica sono collegate con le ossa del tarso e con l'articolazione metatarso-falangea con quelle delle dita; altre articolazioni, dette metatarsiche, congiungono fra loro i metatarsi. Le dita del piede sono cinque, distinte (salvo la prima detta alluce o dito grosso) con numeri progressivi in direzione mediolaterale; sono formate da tre falangi (due sole per l'alluce), più voluminose le prossimali, più piccole le distali. Lo scheletro del piede è rivestito da numerosi muscoli, alcuni propri del piede, altri provenienti dalla gamba (tibiali anteriore e posteriore, flessori lunghi delle dita e lungo dell'alluce, peronei lungo e breve, estensori lunghi delle dita e dell'alluce, peroneo anteriore o terzo). I muscoli propri del piede si distinguono in due gruppi: quelli del dorso (dorsale del piede o pedidio, suddiviso in 2 estensori brevi per l'alluce e per le altre dita) e quelli della pianta, raggruppati in mediali (abduttore, flessore breve, adduttore, tutti per l'alluce), laterali (abduttore, flessore e opponente per il 5º dito), intermedi (flessore breve delle dita, quadrato plantare, lombricali e interossei). La cute che riveste il piede è sottile sul dorso dove lascia trasparire la rete venosa; è invece assai spessa nell'area plantare.

Medicina

Il piede può presentare malformazioni morbose e congenite: il piede da sforzo e il piede piatto consistono nella scomparsa della fisiologica concavità del piede e sono determinati da eccessivo peso corporeo o da abituale e prolungata stazione eretta; il piede piatto valgo doloroso, detto anche tarsalgia degli adolescenti, si riscontra più di frequente in soggetti giovani; si manifesta con appiattimento della volta plantare, spostamento della linea di carico sul margine interno della pianta del piede, deviazione in valgismo del piede, dolore in sede tarsale; il piede equino, spesso dovuto ad aplasia totale o parziale del perone, è caratterizzato da flessione plantare del piede, che tende a disporsi sull'asse della gamba, così che durante la deambulazione soltanto la sua parte anteriore poggia sul terreno; il piede supinato è caratterizzato dalla torsione del piede verso l'interno attorno al suo asse longitudinale, per cui il margine plantare esterno diventa la linea di carico sulla quale appoggiano il piede e l'intero arto; il piede varo consiste in una permanente adduzione e Piede del piede, che si presenta con la punta e la pianta rivolte medialmente. Piede d'atleta è detta l'epidermofizia interdigitale.

Antropologia

Dal punto di vista evolutivo il piede degli Ominidi deriva, in prima approssimazione, da quello dei Pongidi arcaici che, tuttavia, è molto più largo e appiattito, con ossa elasticamente connesse fra loro e dita molto lunghe con alluce opponibile, in quanto idoneo alla presa necessaria per la deambulazione arboricola. Rispetto alla mano, il piede ha subito le più profonde trasformazioni anatomiche, anche se non svolge le complesse e delicate funzioni di questa, conseguenti l'adattamento alla locomozione in stazione eretta e alla sua funzione di organo di sostegno statico e dinamico. Già nelle Australopitecine il piede si presenta più corto sebbene ancora un po' largo, con ossa metatarsali allungate, falangi accorciate e alluce vicino alle altre dita; tuttavia, i calchi di alcune delle impronte di Laetoli rivelano che gli assi dei piedi s'incrociano leggermente mentre la pressione sul suolo era esercitata con tutta la pianta, così come avviene negli scimpanzè; tutto ciò consentiva una stazione quasi eretta e un discreto bipedalismo, sebbene la marcia dovesse essere un po' strascicata. L'assenza di validi reperti di ossa del piede riferibili a Homo habilis e gli scarsi ritrovamenti di queste attribuibili a Homo erectus non consentono una precisa definizione del piede dei primi esseri umani, ma dallo studio delle ossa della gamba e, soprattutto, dell'articolazione della caviglia di Homo erectus si può ragionevolmente presumere che almeno in questi fosse già presente la tipica arcata plantare propria dell'uomo moderno, dato che il calcagno volge il suo asse verso l'alto, un po' medialmente e di lato. È solo in Homo sapiens che, tuttavia, il piede viene ad assumere la sua conformazione moderna: le ossa metatarsali, ben sviluppate e robuste, sono solidamente collegate con scafoide, cuboide, ossa cuneiformi, astragalo e calcagno; quest'ultimo presenta, inoltre, una prominenza del tallone (assai ridotta nelle Australopitecine e quasi assente nei Pongidi) essenziale per l'attacco dei muscoli della gamba che devono mantenere la corretta postura eretta e garantire un'efficiente deambulazione bipedale; le dita, infine, sono molto corte, allineate, con alluce un po' sporgente e grosso. In stazione eretta, gli assi dei piedi risultano paralleli mentre le punte divergono a formare un angolo di 60º; la pianta, stretta e compatta, forma una doppia arcata in quanto appoggia sul primo e quinto metatarsale e sul calcagno; questa conformazione a “capriata” del piede garantisce un valido appoggio statico al peso corporeo che vi si scarica sopra e nello stesso tempo la sua elasticità la fa agire come una molla a balestra, essenziale nella marcia bipede che si svolge in tre tempi (appoggio sul calcagno, fase di carico sull'arcata, spinta delle dita). Nell'uomo attuale la volta plantare si può considerare costituita da due archi disposti sagittalmente e da un terzo addossato a questi trasversalmente; la curva trasversale è più accentuata negli Europoidi, intermedia nei Negroidi e Mongoloidi, piuttosto modesta negli Australomelanesoidi; la larghezza anteriore e posteriore del piede quasi uguale è tipica dei leucodermi e soprattutto degli xantodermi, mentre nei melanodermi il calcagno è piuttosto stretto con tallone molto prominente, il che dà una forma subtriangolare alla pianta (la prominenza del tallone comporta anche muscoli della gamba piuttosto lunghi e sottili); la curvatura della volta plantare in senso longitudinale è poco accentuata nei Negroidi, mediamente nei Mongoloidi, maggiormente negli Europoidi; infine, anche la pelle della pianta del piede presenta delle linee papillari che, analogamente a quelle della mano, sono proprie di ciascun individuo.