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piano¹

agg. e avv. [sec. XIII; latino planus].

1) Agg., che presenta una superficie uguale in tutte le sue parti, senza rilievi, asperità o sporgenze: terreno piano; una tavola piana. In particolare, orizzontale, pianeggiante: si arriva alla casa per una strada tutta piana; corsa piana, cento metri piani, corsa podistica su percorso piano; relativo a un piano geometrico: superficie piana, un piano o una sua parte; figura piana, appartenente a un piano; geometria piana, che studia le figure del piano, in contrapposizione alla geometria solida che studia le figure dello spazio; la trigonometria piana studia a sua volta le figure del piano, ma il termine è usato in contrapposizione a trigonometria sferica, che studia le figure di una superficie sferica; corrispondentemente si parla di triangoli piani in contrapposizione ai triangoli sferici.

2) Fig., chiaro, agevole, facile, semplice: esprimersi con parole piane; “Ed elli a me: – La mia scrittura è piana –” (Dante). In grammatica, di parola che abbia l'accento tonico sulla penultima sillaba.

3) Avv., adagio, procedendo lentamente: camminare piano; se leggi più piano ti seguo meglio. Talvolta ripetuto, anche in forma dim.: pian pianino arriveremo anche noi. Proverbio: “Chi va piano va sano e va lontano”. Per estensione, a voce bassa, sommessamente: parlate più piano. Fig., con cautela, con prudenza: posa piano i bicchieri, se no li rompi; andarci piano, usare cautela, riguardo; piano con le spese!; piano con le parole!, invito a spendere, a parlare con ponderazione.

4) In musica, indicazione dinamica (graficamente abbreviata in p) che richiede un'intensità debole, sotto voce. Una sonorità ancora più debole prescrive il pianissimo (abbreviato in pp o anche ppp).

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