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pianta

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Lessico

sf. [sec. XIII; latino planta].

1) Qualsiasi organismo vegetale. Da un punto di vista strutturale si possono distinguere piante unicellulari (protofite), pluricellulari a organizzazione semplice (tallofite), pluricellulari a organizzazione complessa (cormofite), queste ultime spesso contrapposte come piante superiori a quelle degli altri due gruppi, dette piante inferiori. Nelle piante superiori il corpo, caratterizzato da radici, fusto e foglie, è costituito da tessuti differenziati e prende il nome di cormo, in contrapposizione al tallo, costituito da tessuti indifferenziati, proprio delle piante inferiori.

§ 2) Nell'uso comune, arbusto o albero in genere: sdraiarsi all'ombra delle piante. Fig. lett., stirpe, progenie. Frequente la loc. di piante o più spesso di sana pianta, in modo completo, totalmente, integralmente: è una storia inventata di sana pianta.

3) La superficie inferiore del piede, quella che poggia a terra: ho una spina nella pianta del piede. Per estensione, la parte inferiore di una scarpa: stivali a pianta molto larga.

4) Rappresentazione grafica in scala ridotta di un oggetto, di un edificio o di una sua parte, ottenuta per proiezione ortogonale di una sua sezione orizzontale: la pianta della chiesa; il disegno riproduce il motore in pianta. Comunemente, mappa, carta topografica: passami la pianta di Milano; frequente in tal senso il dim. piantina.

5) Nel linguaggio burocratico, ruolo del personale, organico: la pianta del Ministero dei Trasporti; essere in pianta stabile, essere impiegato di ruolo. L'impiegato in pianta stabile è titolare di un posto organico, cioè previsto dalla legge o dallo statuto dell'ente cui appartiene, ha diritto alla carriera e a particolari garanzie, tra cui fondamentale quella della sicurezza dell'impiego che può terminare solo col collocamento a riposo o per gravissime mancanze tassativamente previste dalla legge. Per ottenere l'impiego in pianta stabile, in genere occorre superare un concorso e un periodo di prova; in caso di esito favorevole il ministro competente o un suo delegato firma il decreto di nomina. Gli impiegati degli enti locali passano in pianta stabile solo con un periodo di prova senza esplicita disdetta.

Architettura

Le scale a cui possono essere eseguite le piante variano secondo che i temi affrontati siano di tipo urbanistico (1:100.000, 1:25.000, 1:5000) o di tipo edilizio ed esecutivo (1:200, 1:100, 1:50, 1:2). Le modalità del disegno sono diverse secondo che la pianta serva alla costruzione di un nuovo edificio oppure alla rappresentazione di uno già esistente. In pratica però nella pianta vengono anche raffigurati elementi (aperture, pavimenti, ecc.) non sezionati. Per quanto riguarda l'architettura, si possono individuare diversi tipi di piante, in base a caratteristiche geometrico-compositive, corrispondenti a precisi momenti storico-culturali: centrale, "Per la pianta centrale vedi disegno 4 al lemma del 15° volume." "Vedi disegno 4 vol. 17, pag. 164" nella quale ciascun punto del perimetro dell'edificio è simmetrico di un altro rispetto al centro; longitudinale, "Per la pianta longitudinale vedi disegno 1 al lemma del 15° volume." "Vedi disegno 1 vol. 17, pag. 164" in cui l'edificio è sviluppato simmetricamente rispetto a un asse centrale corrispondente alla maggior dimensione dell'edificio; cruciforme, "Per la pianta cruciforme vedi disegni 2 e 3 al lemma del 15° volume." "Vedi disegni 2 e 3 vol. 17, pag. 164" cioè a forma di croce (latina, quando un asse è più sviluppato dell'altro; greca, quando gli assi sono pressoché uguali); ellittica, "Per la pianta ellittica vedi disegno 5 al lemma del 15° volume." "Vedi disegno 5 vol. 17, pag. 164" pianta centrale deformata secondo un asse; mistilinea, "Per la pianta mistilinea vedi disegno 6 al lemma del 15° volume." "Vedi disegno 6 vol. 17, pag. 164" cioè a perimetro composto da segmenti rettilinei e archi di curva; a pettine, dove vari corpi paralleli si dipartono da un principale corpo di fabbrica longitudinale; a raggiera o panottica, caratterizzata dalla disposizione radiale di vari corpi di fabbrica intorno a un centro da cui essi si possono vedere simultaneamente (viene sfruttata negli edifici carcerari); libera, "Per la pianta libera vedi disegno 7 al lemma del 15° volume." "Vedi disegno 7 vol. 17, pag. 164" propria di edifici caratterizzati dall'indipendenza di struttura e superfici di delimitazione degli spazi; l'uso di quest'ultima è stato teorizzato da Le Corbusier nei famosi “cinque punti” per una nuova architettura.