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piegatura

sf. [sec. XIII; da piegare]. Atto del piegare; per estensione, il punto in cui una cosa è piegata; la piega stessa. Con accezioni specifiche: A) in edilizia, operazione consistente nel far assumere a fogli di legno compensato, mediante apposite macchine piegatrici, forme curvilinee; anche operazione consistente nel far assumere determinate sagome, mediante l'uso del mordiglione, ai tondini metallici di armatura del cemento. B) In geometria sperimentale, il metodo della piegatura del foglio consiste nell'eseguire tale operazione in modo da ottenere empiricamente dimostrazioni di teoremi di geometria o effettuare senza la riga e il compasso costruzioni geometriche anche complesse. Per esempio, per costruire un triangolo equilatero, si prende un foglio e lo si piega lungo il suo asse longitudinale, i due estremi A e B in fondo al foglio sono due vertici del triangolo da costruire; dopodiché si piega il foglio lungo una retta che passa per A di modo che B venga a sovrapporsi a un punto C dell'asse longitudinale; il triangolo ABC è quello cercato. C) In legatoria, operazione successiva alla spartitura. Dai fogli stampati si ottengono, con le macchine piegatrici, il quartino (4 pagine) se il foglio subisce una sola piega; l'ottavo (8 pagine) con due pieghe a croce; il sedicesimo (16 pagine) con tre pieghe, e il trentaduesimo (32 pagine) con quattro pieghe. Se la carta è abbastanza sottile si può arrivare al sessantaquattresimo, con 5 pieghe. I fogli piegati, se sono destinati a far parte di un libro, si chiamano segnature. D) In metallurgia, sinonimo di piegamento.

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