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piròsseno

sm. [sec. XIX; da piro-+greco xénos, straniero, perché in origine ritenuto estraneo alle rocce ignee]. Ciascuno dei minerali costituenti il gruppo dei pirosseni caratterizzati dalla presenza nel reticolo cristallino di catene semplici e aperte di tetraedri SiO4, direttamente collegati tra loro secondo una direzione prevalente. I pirosseni costituiscono assieme agli anfiboli, rispetto ai quali hanno struttura più semplice, la sottoclasse degli inosilicati. Chimicamente si definiscono come silicati di ferro, magnesio, calcio, contenenti talora alluminio, sodio, manganese e titanio, spesso in miscele isomorfe per le numerose possibilità di sostituzione tra elementi o gruppi atomici vicarianti. Da un punto di vista cristallografico i pirosseni si suddividono in rombici, od ortopirosseni, e monoclini o clinopirosseni: questi ultimi sono più abbondanti e diffusi. I cristalli, piuttosto tozzi e mai ben sviluppati, hanno abito prismatico e sfaldatura tipica secondo due facce del prisma verticale (110), tale da formare in sezione trasversale un angolo di 87º: questo elemento, evidenziabile in sezione sottile, costituisce insieme al debole pleocroismo un carattere decisivo per la distinzione tra anfiboli e pirosseni. I pirosseni, molto diffusi nella litosfera, entrano nella composizione di numerose rocce eruttive e metamorfiche.

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