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pirotècnica o pirotecnìa

sf. [sec. XVI; da piro-+greco téchnē, arte]. Tecnica di fabbricazione dei fuochi d'artificio usati a scopo di svago o di spettacolo. Originariamente il termine aveva il significato più generale di “tecnica di lavorazione mediante il fuoco” e in questa accezione lo usò il senese Vannoccio Biringuccio il quale, nel trattato De la pirotechnia libri X (1540), si occupava di quelle che si chiamano metallurgia e chimica industriale. Fra gli argomenti erano infatti l'estrazione e la fusione dei metalli, la fabbricazione del vetro, la preparazione di miscele esplosive. In particolare, essendo allora in uso che gli artificieri (cioè gli addetti alla preparazione delle cariche di lancio delle artiglierie) si occupassero anche della confezione degli “artifici” luminosi che movimentavano i festeggiamenti delle battaglie vittoriose, Biringuccio descrive minuziosamente il modo di fabbricare tali artifici, a complemento della descrizione dei modi di fabbricare le polveri da sparo e le bocche da fuoco. Ancora, del resto, si distinguono artifici d'impiego esclusivamente civile (più comunemente detti fuochi d'artificio) e d'impiego misto o esclusivamente militare (petardi e razzi di segnalazione, fumogeni, esplosivi e materiale esplodente, ecc.). Le prime notizie riguardanti i fuochi artificiali vengono dalla Cina, dove pare vennero impiegati addirittura nel 1232 a. C., durante l'assedio di Kai-Fung-Fu (Pien-King). È tuttavia certo che la loro diffusione coincide con la diffusione della polvere nera, scoperta appunto dai Cinesi ma introdotta in Europa solo verso il 1250. Già nel 1420 Giovanni da Fontana, in un trattato militare, descrive alcuni tipi di razzo a forma di pesce o di colomba, mentre il primo trattato dedicato esclusivamente alla pirotecnica nel significato moderno risale al 1591 e fu pubblicato da Schmidlap a Norimberga, città allora nota per la varietà dei fuochi che vi si preparavano e che nel sec. XVII avrebbe dato il nome a una scuola di pirotecnica contrapposta alla scuola italiana: questa prevalse poi nel sec. XVIII, principalmente per merito dei bolognesi Ruggeri, i cui complicatissimi fuochi erano famosi in tutta l'Europa. Grande sviluppo ebbe la pirotecnica nei primi anni del sec. XIX, in seguito all'utilizzazione del clorato di potassio scoperto da C.-L. Berthollet nel 1788. Questa sostanza consentiva, per la prima volta, la combustione in assenza di aria, fra l'altro semplificando notevolmente la preparazione dei contenitori (artificio).