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plèura

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Lessico

sf. [sec. XVII; dal greco pleurá, fianco].

1) In anatomia, membrana sierosa che avvolge i polmoni indipendentemente l'uno dall'altro racchiudendoli come in un sacco.

2) In zoologia: A) parete di tessuto mesodermico (mesotelio) che circonda la cavità celomatica; si riconoscono due pleure: la somatopleura, che fascia internamente la parete del corpo, e la splancnopleura, che circonda il tubo digerente. B) Negli Artropodi, parte laterale (rispettivamente destra e sinistra) della cuticola chitinosa che ricopre i singoli metameri.

Anatomia

Ogni pleura, ripiegandosi su se stessa in corrispondenza dell'ilo polmonare, risulta costituita da due foglietti: quello più interno, o viscerale, è intimamente accollato alla superficie del polmone, quello esterno, o parietale, tappezza invece le pareti interne della cassa toracica e, secondo i suoi rapporti con altre formazioni anatomiche, viene distinto in tre porzioni: costosternale, diaframmatica, mediastinica. Fra i due foglietti pleurici è compresa una cavità virtuale (cavità pleurica) contenente una piccola quantità di liquido sieroso (liquido pleurico). Nella pleura si distinguono uno strato di endotelio, detto mesotelio (che costituisce la superficie volta verso il cavo pleurico), e uno strato di tessuto connettivo fibroso ricco di fibre elastiche. La funzione della pleura, oltre a facilitare lo scorrimento del polmone sulle pareti toraciche, è quella di cooperare alla realizzazione degli atti respiratori. Durante la dilatazione della cavità toracica provocata dall'azione dei muscoli inspiratori, infatti, la pleura parietale, seguendo i movimenti delle pareti stesse, provoca una pressione negativa nel cavo pleurico, che viene rapidamente compensata dall'espansione del polmone. In questo modo, il polmone stesso può assumere aria dall'esterno.