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plasmòdio

sm. [sec. XIX; da plasma].

1) In citologia, elemento cellulare polinucleato, derivante da una cellula nella quale la moltiplicazione del nucleo non è stata accompagnata dalla contemporanea suddivisione del citoplasma. Un esempio di plasmodio è la fibra muscolare liscia.

2) In botanica, protoplasto nudo, a struttura ameboide, multinucleato, derivato dalla moltiplicazione del nucleo dello zigote ottenuto dalla fusione a due a due delle mixamebe o dei planociti dei Mixomiceti. Esso può anche inglobare successivamente altri zigoti o confluire con altri plasmodi simili aumentando così le sue dimensioni. Può essere vivacemente colorato in rosso, giallo, arancio, violetto. Sono organismi saprotrofi il cui sviluppo è molto condizionato dai fattori ambientali e possono avere periodi di quiescenza anche molto lunghi.