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plumàrio

agg. [sec. XIV; dal latino plumaríus, da pluma, piuma]. Proprio delle piume: arte plumaria, utilizzazione di piume e penne di uccelli per farne indumenti oppure ornamenti di oggetti o della persona (perizomi, collane, diademi, ventagli, ecc.), sfruttando l'effetto decorativo della policromia plumaria. Tale impiego, diffuso presso molti popoli, raggiunge livelli artisticamente elevati soprattutto in Oceania (notevoli gli scudi della Nuova Guinea, gli ornamenti funerari di Tahiti e particolarmente i mantelli a ruota delle Hawaii, formati da un mosaico di piccolissime piume variopinte), nell'area mesoamericana (celebre il copricapo di piume di Montezuma II, re degli Aztechi, di cui restano solo copie) e in America Meridionale. Qui, in area amazzonica, sono molto note le acconciature elaborate degli Aparai, dei Palicur e dei Bororò, i berretti dei Mundurucú, le splendide cappe di piume rosse di ibis dei Tupinamba; ma la perfezione tecnica si raggiunge presso gli Urubukaa del Brasile che, rivestiti delle loro acconciature, assumono l'apparenza di uccelli fantastici.

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Plumario.