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polmóne

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Lessico

sm. [sec. XIV; latino pulmo -ōnis].

1) Organo sacciforme introflesso preposto all'attività respiratoria in ambiente subaereo; tipici polmoni sono presenti in alcuni Pesci, negli Anfibi adulti e in tutti i Vertebrati Amnioti; sono detti polmoni, e lo sono funzionalmente, anche analoghi organi dei Gasteropodi terrestri (Polmonati) e degli Aracnidi (polmoni a libro); polmone acquifero, una struttura respiratoria arborescente introflessa degli Echinodermi Oloturoidei. In particolare, polmone d'acciaio, respiratore artificiale.

2) Nelle loc. fig. ed estens.: gridare a pieni , con tutto il fiato; avere buoni , avere molto fiato per cantare, per correre; sentirsi allargare i , respirare meglio passando in un luogo più ossigenato; fig., liberarsi da un'angoscia, da un timore, da un peso; sputare i , sfiatarsi, affaticarsi molto.

Anatomia comparata

Nei Tetrapodi i polmoni sostituiscono le branchie come organo respiratorio. Durante lo sviluppo embrionale compare dapprima una estroflessione ventrale mediana del pavimento della faringe, che accrescendosi all'indietro si divide in due formazioni dalle quali si sviluppano i polmoni. In molti Rettili e nei Mammiferi il polmone è una struttura spugnosa attraversata dai condotti per il passaggio dell'aria (bronchi, bronchioli e alveoli). Il polmone è riccamente irrorato da capillari sanguigni che si ramificano dall'arteria polmonare. Dal polmone il sangue ritorna con le vene polmonari al cuore. Tra il sangue e gli alveoli polmonari vi sono solo sottili membrane, attraverso le quali può aver luogo la diffusione dei gas.Tra i Pesci, i biscir, l'anabate e i Dipnoi sono provvisti di polmoni primitivi che consentono loro di respirare aria nei periodi di siccità: sono costituiti da un sacco semplice o bilobo derivato da un diverticolo della parete ventrale faringea e si considerano omologhi a quelli dei vertebrati terrestri e alla vescica natatoria degli altri pesci anche se questa prende origine da una estroflessione dorsale, piuttosto che ventrale, del faringe. La superficie interna di tali sacchi polmonari può essere sollevata in pieghe che aumentano la superficie respiratoria formando concamerazioni minori. Anche negli Anfibi e nei Rettili Squamati i polmoni sono sacciformi cioè con cavità solo parzialmente e perifericamente sepimentata; nei Serpenti e negli Anfibi Apodi il polmone sinistro è ridotto o mancante. Nei Varanidi, nei Testudinati e nei Loricati e più ancora nei vertebrati omeotermi (Uccelli, Mammiferi) a respirazione più intensa, la cavità del primitivo sacco polmonare appare suddivisa quasi completamente in concamerazioni di ordine decrescente mentre le vie respiratorie si diramano in canali sempre più piccoli terminanti in numerose nicchie (alveoli polmonari). Negli Uccelli, che hanno un metabolismo molto attivo e di conseguenza hanno bisogno di molto ossigeno, l'apparato respiratorio si è sviluppato in modo molto complesso. I polmoni propriamente detti sono piccoli e compatti; da essi, però, si originano numerose estroflessioni pari, sacchi aerei dislocati in varie parti del corpo e anche nelle cavità di ossa dette perciò pneumatizzate (per esempio omero). La dilatazione e la compressione dei sacchi aerei a opera della muscolatura somatica, unitamente a una rete bronchiale anastomizzata, consentono una ventilazione particolarmente efficace. Nei Mammiferi i polmoni sono molto più sviluppati ma più semplici di quelli degli Uccelli. Essi sono delimitati da solchi che individuano dei lobi, a ognuno dei quali corrisponde un bronco di secondo ordine. Generalmente il polmone destro ha un lobo più del sinistro. § I polmoni a libro degli Aracnidi sono sacche addominali sclerotizzate interne che presentano una parete ripiegata a formare numerose lamelle parallele separate da barre trasversali di tessuto; le lamelle offrono all'aria, che penetra e fuoriesce dagli spiracoli, una grande superficie per lo scambio di ossigeno e anidride carbonica con l'emolinfa, che circola fra le lamelle dalla parte interna.

Anatomia umana

I polmoni, nell'uomo, sono due organi simmetrici che occupano la maggior parte della cavità toracica, avvolti ciascuno in un involucro sieroso detto pleura. Sono separati dagli organi mediastinici (cuore, esofago, trachea, vasi e nervi, ecc.) e inferiormente sono a contatto con il diaframma. Ogni polmone ha forma conica con un apice arrotondato sito in alto all'imboccatura superiore del torace e una base, detta faccia diaframmatica. Si distinguono poi una faccia rivolta verso il mediastino, detta quindi mediastinica, e una faccia anteriore o costale, piuttosto convessa, che si adatta alla parete toracica. Quest'ultima presenta una profonda scissura che divide in due lobi il polmone di sinistra (lobo superiore e inferiore), mentre a destra, per una biforcazione di tale solco, i lobi sono tre. La faccia mediastinica presenta l'ilo polmonare, un'infossatura ovalare attraverso cui passano i bronchi, i vasi sanguigni polmonari e i nervi, che formano tutti insieme il peduncolo del polmone. I polmoni hanno struttura parenchimatosa e sono caratterizzati dalla presenza delle cavità alveolari (alveoli) contenenti aria; hanno consistenza molle, sono facilmente compressibili e deformabili. In uno stato di media distensione il polmone dell'adulto può avere un'altezza di ca. 25 cm e una larghezza alla base di 16-17 cm; la capacità massima media è, per ambedue, di ca. 3500-4400 cm3. Gli alveoli polmonari sono la parte terminale dei bronchi interpolmonari che, ramificandosi gradualmente, vanno sempre più assottigliandosi; i bronchi si suddividono in bronchioli respiratori o alveolari e acquistano quei caratteri strutturali che consentono gli scambi respiratori. I bronchioli respiratori e le loro ulteriori ramificazioni formano i lobuli polmonari, tra loro separati da setti connettivali. Nei lobuli i bronchioli si suddividono ulteriormente nei condottini alveolari, che terminano dilatandosi in una piccola cavità detta sacculo alveolare. Condottini e sacculi presentano una grande quantità di altri diverticoli dalla sottilissima parete permeabile, che sono appunto gli alveoli polmonari, al cui livello avvengono gli scambi gassosi fra aria e sangue. La struttura delle varie formazioni anatomiche contenute dai polmoni si differenzia profondamente: i bronchi interpolmonari perdono la loro precedente impalcatura cartilagineo-muscolare, che si trasforma gradatamente in uno strato di cellule muscolari; all'interno il rivestimento mucoso del lume si assottiglia progressivamente; negli alveoli, infine, non esiste un rivestimento epiteliale continuo, cosicché le pareti permeabili dei capillari sporgono nelle piccole cavità. I setti interalveolari sono costituiti da tessuto connettivo lasso, ricco di fibre elastiche; i setti tra gruppi di lobuli sono formati invece da connettivo fibrillare ricco di fibre elastiche e di cellule adipose. I vasi sanguigni dei polmoni sono in parte destinati alla nutrizione del viscere e in parte agli scambi gassosi. I primi comprendono le arterie bronchiali e le loro ramificazioni (il sangue refluo è raccolto dalle vene bronchiali); i secondi comprendono le due arterie polmonari che si ramificano seguendo le suddivisioni dei bronchi, sino alle arterie lobulari che formano poi la rete capillare delle pareti degli alveoli. Le venule che si dipartono dai capillari del lobulo confluiscono dapprima nelle vene perilobulari e quindi nelle broncopolmonari che sboccano infine nelle due vene polmonari. I vasi linfatici formano una rete sottopleurica che in prossimità dell'ilo si raccoglie in 3-5 tronchi afferenti e un'altra rete profonda che fa poi capo agli stessi tronchi. All'innervazione dei polmoni provvedono il nervo vago e il sistema simpatico, mediante rami che provengono dai plessi polmonari anteriore e posteriore; loro fibre terminali giungono sino ai condottini alveolari. I movimenti muscolari che permettono la ventilazione polmonare (con le escursioni collegate all'inspirazione e all'espirazione) sono regolati da centri nervosi vegetativi.

Patologia

I polmoni possono essere sede di processi morbosi di diversa natura: polmonite, broncopolmonite, ascesso polmonare, micosi polmonare, parassitosi (per esempio echinococcosi), tubercolosi, cisti, tumori, ecc. Nel polmone si possono anche riscontrare alterazioni di circolo (ischemia, iperemia, ecc.), emorragie, embolie e trombosi, edema, ecc.; inoltre l'inalazione di polveri può produrre le pneumoconiosi.

Gastronomia

Il polmone di vari animali da macello è commestibile. Il polmone di bue o vitello, detto in Lombardia corada, si cucina con riso e brodo ottenendone una gustosa minestra. Il polmone di agnello o capretto si consuma spesso fritto o in umido insieme alle altre frattaglie dell'animale (l'insieme è detto coratella nel Lazio), oppure, sempre con le altre frattaglie, viene infilato su stecchi o spiedini legati con le budelline dell'animale, quindi arrostito (sono i gnumireddi o gnumirielli pugliesi).

Bibliografia

V. Monaldi, Fisiopatologia dell'apparato respiratorio, Napoli, 1956; J. H. Comroe, R. E. Forster, Il polmone, Roma, 1959; J. F. Nunn, Applied Respiratory Physiology, Londra, 1969; M. Levitzky, Fisiologia del polmone, Roma, 1988.