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pompeiani, stili-

espressione usata per indicare le varie fasi della decorazione parietale dipinta delle case di Pompei, la cui documentazione va dalla fine del sec. II a. C. al 79 d. C. La classificazione cronologica e tipologica, compiuta dallo studioso tedesco A. Mau, si basa sullo sviluppo della pittura romana delineato da Vitruvio nel VII libro del De Architectura. Dallo stile a falsa incrostazione (I stile) che imita un rivestimento di lastre marmoree su alto zoccolo (Casa del Fauno), si passa, nel sec. I a. C., alla decorazione con partizioni in cui si inseriscono, con abile gioco prospettico, sfondi architettonici, paesaggi, megalografie (II stile), e di cui si riscontra uno dei migliori esempi nella Villa dei Misteri. Il III stile, che giunge fino alla metà del sec. I d. C., ha carattere ornamentale e policromo, con quadri inseriti nelle pareti a tinta unita (casa di Lucrezio Frontone). In età neroniana si sviluppò invece una decorazione esuberante, scenografica, con architetture irreali e fantastiche (IV stile), esemplificata a Pompei dalle pitture della Casa dei Vettii, che trovano corrispondenza in quelle della Domus Aurea di Roma.